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    Home»Attualità»Guerra in Ucraina. Mons. Bubnij: “Pregate per noi e state vicini fino alla fine”
    Attualità

    Guerra in Ucraina. Mons. Bubnij: “Pregate per noi e state vicini fino alla fine”

    L'appello all'Europa del vescovo greco-cattolico di Odessa mons. Mychajlo Bubnij
    Redazione31 Agosto 2026Nessun commento
    Foto Marco Calvarese SIR

    Marco Calvarese – Odessa continua a vivere sotto la guerra. Missili, droni Shahed, esplosioni e distruzione fanno parte della quotidianità della città. È in questo contesto che il Mean, impegnato nella missione “Adesso-Odesa”, ha promosso un momento di preghiera interreligiosa, al quale ha partecipato anche mons. Mychajlo Bubnij, vescovo greco-cattolico di Odessa. Al termine della preghiera, il vescovo ha raccontato la situazione della città e delle comunità cristiane che vivono nei territori segnati dal conflitto e dall’occupazione.

    Mons. Bubnij, qual è oggi la situazione di Odessa?
    “La situazione di Odessa è come negli ultimi mesi molto pericolosa perché abbiamo tanti esplosivi, tanti missili, tanti Shahed ogni giorno e ogni notte. Per esempio, ieri durante il giorno hanno distrutto due ipermercati e nella città ne abbiamo solo tre di questi ipermercati. Ogni giorno stiamo con la speranza, con la fiducia in Dio e con la speranza nell’aiuto e nella solidarietà del mondo, degli amici che ci aiutano”.
    In questo quadro, la presenza della delegazione italiana assume per mons. Bubnij un significato particolare. “È molto grande per noi, è una grande gioia accogliere i nostri amici dall’Italia, che ci stanno vicino, ci stanno aiutando con la preghiera, con le parole, con dire la verità in Italia per questa situazione che viviamo qui in Ucraina, specialmente a Odessa”.

    La guerra riguarda anche la Crimea, occupata dalla Russia dal 2014. Qual è la situazione della comunità greco-cattolica?
    “Di là abbiamo tre sacerdoti e la nostra Chiesa greco-cattolica ha cinque parrocchie. La situazione è molto difficile anche di là perché il governo russo ci fa molti problemi. Ma grazie a Dio i sacerdoti fanno servizio alla gente, ai greco-cattolici. I sacerdoti che stanno lavorando fanno servizio alla gente, ai fedeli. Una presenza che, nelle condizioni attuali, significa continuare a garantire un punto di riferimento alle comunità cristiane”.

    Qual è allora il messaggio che vuole rivolgere a chi, fuori dall’Ucraina, guarda alla guerra?
    “Il nostro messaggio molto forte è: pregate per noi, pregate a Dio per finire questa guerra più presto possibile.E anche state vicini, siate solidali con l’Ucraina, con il nostro popolo ucraino che soffre tanto”.

    Mons. Bubnij ringrazia anche per l’accoglienza riservata agli ucraini che hanno dovuto lasciare il Paese: “Grazie per la vostra accoglienza, anche per l’accoglienza dei nostri fedeli, del nostro popolo ucraino”.C’è però, nelle parole del vescovo, anche la consapevolezza della crescente stanchezza che la guerra produce nel mondo. “State vicini fino alla fine, questo è molto importante, perché il mondo è già stanco. Sì,siamo consapevoli che il mondo è già stanco di questa guerra, ma noi siamo stanchi molto di più”.

    E proprio di fronte alla stanchezza, mons. Bubnij richiama quelli che considera i principi da difendere: “Non possiamo dare a Russia questa possibilità di prendere o distruggere la democrazia, la libertà. L’Ucraina è un Paese indipendente”. Per il vescovo, cedere su questi principi significherebbe permettere alla guerra di produrre conseguenze che vanno oltre i confini ucraini: “Se permettiamo alla Russia distruggere tutti questi principi, allora sarà una possibilità offerta al nostro nemico di andare avanti”.

    La conclusione del suo messaggio è quindi un appello a non abbandonare l’Ucraina. “Dobbiamo fermare la Russia e dobbiamo finire con la vittoria della democrazia, della libertà e della dignità umana”.Da Odessa, dove la guerra continua a entrare nella vita quotidiana attraverso gli attacchi e le distruzioni, la voce di mons. Mychajlo Bubnij si unisce così alla preghiera interreligiosa del Mean. Un momento nel quale la solidarietà internazionale non viene percepita soltanto come un gesto simbolico, ma come una presenza concreta accanto a una popolazione che, nonostante la paura e la stanchezza, continua a vivere, pregare e guardare alla fine della guerra.

    guerra Missili Odessa Ucraina

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