Giovanissimo e una carriera universitaria tutta orientata al mondo del cinema: passione, tecnica, competenza, valori identitari si sono sommati nel cortometraggio che Vittorio Mone ha presentato al FateCinema domenica 30 agosto, nella serata conclusiva del laboratorio internazionale di cortometraggio organizzato a San Potito Sannitico nell’ultima settimana del mese estivo. Serata finale presso l’Auditorium C:L.A.C. (Cupole: Laboratorio Arti Contemporanee); sesta edizione dell’iniziativa artistica e culturale organizzata da FateLAB e dalla Pro Loco di San Potito Sannitico, con il patrocinio del Comune di San Potito Sannitico. Un set a cielo aperto che per alcuni giorni ha visto il piccolo centro coinvolto in provini, riprese, laboratori, dibattiti.
Otto registi arrivati da Portogallo, Germania, Regno Unito, Svizzera, India, Russia e Italia — Sara Baga, Elena Bertelli, Leonard Carow, Hugh Clegg, Elisa Greco, Anantha Krishnan, Vittorio Mone e Nastia Shchukina — hanno vissuto in paese per una settimana e hanno girato ciascuno un cortometraggio di dieci minuti, nel territorio comunale e con il solo apporto di quanto il luogo poteva offrire.
Il tema di quest’anno, “Fare Comunità”, non è rimasto sulla carta. In cinque giorni di riprese gli otto registi hanno lavorato con attori e comparse del posto, hanno girato dentro case, cortili e cantine aperte da chi ci abita, hanno contato su decine di persone che hanno reso possibile un’inquadratura o recitato una battuta. La risposta del paese è stata immediata, generosa, partecipe: senza quella disponibilità gli otto film semplicemente non esisterebbero, ed è questo il risultato che l’edizione consegna al proprio territorio prima ancora dei premi.
La settimana si era aperta lunedì 24 con la presentazione dei registi. Le tre serate successive al Cinema Aurora hanno accompagnato le riprese con un programma di proiezioni e incontri seguito da un pubblico numeroso: martedì 25 Sacro Moderno di Lorenzo Pallotta, con il dibattito «Appaesati 2.0» a cui hanno preso parte Luca Di Lello e Pierluigi Reveglia, moderato da Fabio Brandi; mercoledì 26 La Linea del Terminatore di Gabriele Biasi e Quanno Chiove di Mino Capuano, con la moderazione di Noemi Riccitelli; giovedì 27 la presentazione del libro Barbabianca di Cristian Sisto, introdotta da Michele Montone. Venerdì 28 e sabato 29 FateCinema si è aperto alla terza edizione di San Potito Vibes con le due serate di Cinema Vibes in Piazza della Vittoria, dedicate alla musica e all’enogastronomia locale: sul palco i Makardìa il primo giorno, Les Montmartre il secondo.
La serata conclusiva del 30 agosto ha portato all’Auditorium la proiezione pubblica degli otto cortometraggi, ciascuno commentato dal proprio regista. Al termine il pubblico ha espresso il voto della giuria popolare.

Il premio della giuria tecnica, composta da Angela Norelli, Mino Capuano e Caterina Biasiucci, è andato a Vittorio Mone per il corto dal titolo Cento anni da oggi. Il riconoscimento consiste in una residenza artistica di un mese, presso il Centro d’Arte La Regenta di Las Palmas, alle Canarie.
Il film ha per protagonista Marcello Rapa, il sarto del paese, che a oltre novant’anni continua ad alzare ogni mattina la serranda della sua bottega. La macchina da presa lo accompagna nei gesti del mestiere e nella durata di una giornata di lavoro restituisce la storia lunga di una comunità. Che a essere premiata sia una figura riconoscibile da chiunque abiti qui dice, meglio di ogni bilancio, quale rapporto si sia stabilito in cinque giorni tra i registi ospiti e il paese che li ha accolti.
Il premio della giuria popolare è stato assegnato dal voto del pubblico a Leonard Carow per il corto dal titolo La comunità: una residenza di un mese a San Potito Sannitico, nel maggio 2027.
Nel corso della serata conclusiva, gli organizzatori hanno ringraziato i residenti che hanno prestato case, luoghi, volti e mezzi, gli attori e le comparse, i volontari, i giurati e gli ospiti delle serate. L’appuntamento è per la prossima edizione.
Alla sesta edizione FateCinema conferma una capacità che San Potito Sannitico ha costruito negli anni e che va oltre il cinema: ospitare iniziative di dimensione internazionale tenendole dentro la vita ordinaria del paese, senza chiedere alla comunità di limitarsi a fare da pubblico. È una prospettiva che un paese dell’Appennino interno può permettersi a una condizione sola, e in questi giorni si è vista bene: che siano gli abitanti a tenerla in piedi, aprendo le porte, prestando tempo e mettendoci il volto.
Info: infofatecinema@gmail.com — fatelab.it
Social: Instagram @fate_lab @fate.cinema
In foto, scene dei set cinematografici a San Potito Sannitco


