
Giusy Zazzarino – L’Unità Pastorale di Piedimonte Matese ha inaugurato il mese di settembre con l’Estate del Ministrante che si è svolta per il terzo anno consecutivo. L’esperienza è stata vissuta da circa 30 ministranti e dai loro parroci don Armando Visone, don Massimiliano Giannico e don Emilio Meola ricordando gli 800 anni del transito di San Francesco con una tre giorni fatta di riflessione, gioia e condivisione.
I primi due giorni hanno avuto come scenario la meravigliosa cornice francescana del Santuario di Santa Maria Occorrevole e la preziosa accoglienza di Padre Antonio.
Il primo settembre l’esperienza è stata vissuta totalmente nel nome di Francesco con l’accoglienza, la catechesi di Padre Antonio che ha raccontato la storia del poverello di Assisi Patrono d’Italia e con un gioco dal titolo “Grande caccia francescana” durante il quale i ragazzi, divisi in quattro squadre hanno dovuto, attraverso quattro tappe ognuna delle quali prevedeva una “domanda” e un “minigioco”, scoprire una frase misteriosa che al termine si è rivelata essere “Io ho fatto la mia parte, la vostra Cristo ve la insegni”; frase pronunciata proprio da San Francesco ai suoi compagni poco prima di morire.
L’attività, terminata all’interno del bosco della Solitudine dov’è stato raccontato anche il miracolo della roccia di San Giovan Giuseppe della Croce, prevedeva inoltre la costruzione, con materiali “improvvisati” (rametti, cordoncini…), di un TAU simbolo francescano per eccellenza.



Il due settembre, secondo giorno, ci si è concentrati sulla figura del ministrante e sul suo essere dover essere “umile” così come lo era San Francesco. E’ stato don Armando Visone a tenere una catechesi ai ragazzi e a presentare un breve video che illustrava con delle frasi il ruolo del ministrante e l’attività della giornata intitolata “Caccia del ministrante” che aveva come obiettivo quello di aiutare i ragazzi a riscoprire che il ministrante non è semplicemente “quello che sta sull’altare”, ma un ragazzo che sceglie di servire Gesù, la Chiesa, e la comunità con responsabilità, attenzione e gioia.
La giornata è proseguita poi con il pranzo offerto dai parroci dell’Unità Pastorale, che ha sancito un vero e proprio momento di fraternità che sempre dovrebbe crearsi tra ogni persona ed è terminata con una ulteriore riflessione sul ruolo del ministrante.
Il tre settembre, ultimo giorno di questa esperienza è stato vissuto con un’uscita a Pietrelcina luogo che ha dato i natali ad un altro “gigante” della santità Padre Pio. I ragazzi hanno potuto scoprire le chiese della Sacra Famiglia, di Santa Maria degli Angeli e di Sant’Anna, la cappella di Piana Romana dove il Santo ricevette il dono delle Stigmate nonché il centro storico del paese e la casa natale.
L’estate dell’Unità Pastorale di Piedimonte Matese, dopo l’esperienza del Grest non poteva proseguire in maniera migliore dove i ragazzi hanno potuto unire le loro “mani” e soprattutto i loro “cuori”.


