Lucio D’Abbraccio – L’otto settembre la Chiesa cattolica celebra la natività della Beata Vergine Maria. Nel calendario liturgico, che ordinariamente celebra i santi nel giorno della loro nascita al cielo attraverso la morte, si ricordano soltanto tre nascite terrene: quella di Cristo, quella di san Giovanni Battista e quella di Maria.
Questa antica festa, nata in Oriente e legata a Gerusalemme e alla dedicazione di una chiesa mariana nel luogo che la tradizione identifica con la casa dei genitori della Vergine, giunse successivamente in Occidente e fu introdotta a Roma da papa Sergio I nel VII secolo. È significativo che proprio la data dell’otto settembre abbia determinato, a ritroso di nove mesi, quella dell’Immacolata Concezione, fissata all’otto dicembre.
In numerose parrocchie italiane, in particolare nel Mezzogiorno, questa festa universale si intreccia con il culto di Maria Santissima della Libera. Le origini di questo specifico titolo si perdono nella devozione popolare dell’Italia centro-meridionale, dove tradizioni locali diverse, spesso legate a un’immagine custodita in un santuario o a un episodio di grazia tramandato nel tempo, ne riconducono la diffusione a momenti di avversità superati invocando l’intercessione mariana: guerre, epidemie, calamità e altre prove collettive.
Da queste memorie, dissimili da luogo a luogo ma accomunate dalla fiducia nella Madre di Dio, il popolo cristiano ha continuato nei secoli ad affidarsi alla Vergine nei momenti di smarrimento, riecheggiando l’antica preghiera del Sub tuum praesidium, che la supplica affinché ci liberi sempre da ogni minaccia: «a periculis cunctis libera nos semper».
L’accostamento della devozione alla Madonna della Libera con la festa della natività di Maria assume così un significato spirituale particolarmente suggestivo. La liberazione dai pericoli della storia diventa immagine di quella liberazione più profonda dal peccato che Cristo porta all’umanità.
San Giovanni Paolo II, nell’udienza generale dell’otto settembre 2004, proprio nella festa della natività di Maria, invitava ad ammirare in «Maria Bambina, l’aurora purissima della Redenzione». La sua nascita annuncia infatti l’avvicinarsi di Cristo, vera luce e salvezza del mondo. Celebrarla significa allora affidare a lei anche le nostre catene quotidiane, nella certezza che Maria non trattiene a sé, ma conduce al Figlio, l’unico che può renderci veramente liberi.