
Ci sono luoghi che non fanno semplicemente da sfondo agli eventi, ma finiscono per diventare parte della storia che si racconta. A Pietravairano accade con la poesia, che per tre giorni attraverserà strade, vicoli e piccole piazze del centro storico, arrivando fino all’antico Teatro-Tempio San Nicola. È qui che dall’11 al 13 settembre torna Pietra Poesia Festival, giunto alla quinta edizione.
Nato nel 2022 da un’idea del poeta Gianni Iasimone e della scrittrice Daniela Muratori, il festival si è costruito negli anni come uno spazio di incontro tra voci, linguaggi ed esperienze provenienti da territori diversi. La direzione artistica è affidata a Iasimone insieme al poeta e scrittore Giuseppe Castrillo.
Una manifestazione nata in un piccolo centro dell’Alto Casertano, ma con lo sguardo rivolto ben oltre i confini del paese e della Campania. La crescita delle precedenti edizioni ha portato a Pietravairano un pubblico sempre più numeroso e attento e poeti, scrittori, critici e artisti provenienti da diverse parti d’Italia.
La formula resta quella di un progetto “in progress”, capace di intrecciare la poesia con altre forme espressive e, soprattutto, con il patrimonio del paese che la ospita. Non uno spettacolo da consumare, dunque, ma un invito a fermarsi, ascoltare, camminare e guardare con occhi diversi un territorio ricco di storia.
Il programma dei tre giorni mette insieme reading poetici, mostre e installazioni, incontri con critici e poeti, performance e passeggiate poetiche. Tra gli ospiti figurano poeti in lingua come Marco Vitale e Raffaela Fazio, accanto alle voci della poesia dialettale, tra cui Andreina Trusgnach e Francesco Indrigo, proveniente dal Friuli. Spazio anche al confronto con la critica e con il mondo universitario attraverso la presenza di Manuel Cohen, Gianfranco Lauretano e Salvatore Ritrovato, docente dell’Università di Urbino.
Dentro questo intreccio di voci contemporanee trova posto anche la memoria. Come accade in ogni edizione, Pietravairano ricorderà Maurizio Marotta, poeta salernitano d’adozione pietravairanese, scomparso prematuramente nel 2020. A lui sarà dedicato un quaderno critico curato da Salvatore Ritrovato, un’occasione per tornare sulla sua opera e mantenere vivo il legame con una figura che ha lasciato una traccia nella comunità.
Un secondo momento sarà dedicato ad Andrea Leone, poeta pietravairanese scomparso, attraverso la presentazione del volume che raccoglie i testi arrivati al Premio di Poesia “Paesi tuoi” 2025, promosso per gli studenti delle scuole dei territori di Pietravairano, Vairano e Caianello. Un’iniziativa sostenuta con il patrocinio della famiglia Leone-Vollucci, che lega la poesia alla scuola e alle nuove generazioni.
È forse proprio in questo passaggio tra memoria e futuro che si trova il senso più profondo del festival. La poesia diventa strumento per riaprire uno spazio di pensiero, per mettere in relazione persone e generazioni, per recuperare quella dimensione comunitaria che spesso la velocità del presente rischia di disperdere.
Pietravairano, con il suo centro storico e il suo Teatro-Tempio San Nicola per tre giorni si trasforma nel paese da attraversare lentamente, lasciando che siano i versi, le immagini, le voci e le storie a dare un’anima ai luoghi.
Tre giorni per incontrare la poesia, dunque, ma anche per tornare a interrogarsi. Perché, nelle intenzioni di chi ha dato vita al festival, la cultura non è soltanto spettacolo: è una sollecitazione a pensare, a generare idee, a conoscere meglio se stessi e il mondo e, attraverso questo, a ritrovare un senso di comunità.

