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    Home»Attualità»Nelle Carceri della provincia di Caserta la mancata tutela della salute. Il dramma di detenuti e Polizia penitenziaria
    Attualità

    Nelle Carceri della provincia di Caserta la mancata tutela della salute. Il dramma di detenuti e Polizia penitenziaria

    I casi di Santa Maria Capua Vetere senza la disponibilità dell'infermeria e di Carinola dove un uomo di è dato fuoco: necessaria una riforma del sistema sanitario nelle carceri la richiesta del Garante per i Diritti dei detenuti a Caserta
    Redazione14 Settembre 2026Nessun commento

    “Sono profondamente preoccupato per ciò che sta accadendo negli istituti penitenziari della provincia di Caserta. La tutela della salute delle persone private della libertà personale non può essere affidata all’emergenza quotidiana né alla buona volontà dei singoli operatori”.
    A parlare è Don Salvatore Saggiomo, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale della Provincia di Caserta, che richiama l’attenzione sulle criticità della sanità penitenziaria emerse negli istituti del territorio.

    “Nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le infermerie dei reparti detentivi sono fuori uso dal 15 luglio 2025 per lavori di ristrutturazione. I lavori risultano conclusi, ma le infermerie non sono ancora tornate operative e le attività continuano a gravare sull’infermeria centrale. Una situazione che necessita di una risposta organizzativa chiara e tempestiva”.

    Il Garante richiama inoltre l’attenzione su quanto sarebbe accaduto nel carcere di Carinola, dove, secondo quanto riferito, un detenuto di circa 50 anni si sarebbe dato fuoco, riportando ustioni di secondo grado.

    “Di fronte a episodi di questa gravità – sottolinea Saggiomo – non possiamo limitarci a intervenire dopo l’emergenza. È necessario garantire che ogni istituto disponga di un’organizzazione sanitaria capace di affrontare tempestivamente le situazioni critiche”.

    Ma a pagare il prezzo delle carenze organizzative sono anche gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria.

    “Gli agenti svolgono quotidianamente un lavoro difficilissimo – afferma il Garante – e troppo spesso sono costretti a gestire le conseguenze di problemi che non dipendono da loro. Quando una visita sanitaria slitta, quando manca personale, quando un presidio non è operativo o quando si verifica un’emergenza, sono gli agenti a dover garantire accompagnamenti, vigilanza, trasferimenti e sicurezza, spesso in condizioni di forte pressione”.

    “Non possiamo chiedere agli operatori sanitari di fare miracoli e non possiamo pretendere che la Polizia Penitenziaria continui a colmare ogni vuoto organizzativo. Gli agenti non possono diventare l’ammortizzatore delle inefficienze del sistema. A loro va riconosciuto il massimo rispetto per il lavoro che svolgono quotidianamente, spesso in condizioni difficili”.

    Per queste ragioni, il Garante provinciale Don Saggiomo chiede formalmente una riforma della sanita peniteziaria e un intervento congiunto con il garante Regionale dei diritti dei Detenuti Prof.Samuele Gibriello che gia da tempo sta denunciando questa dramattica realtà.

    In particolare, si  dovrà verificare la disponibilità dei posti di degenza, le liste e i tempi di attesa per visite e interventi, le carenze di personale sanitario, la disponibilità delle scorte e dei presidi e lo stato di operatività delle strutture sanitarie interne agli istituti, individuando per ogni criticità tempi di intervento e precise responsabilità.

    “Come Garante – conclude Saggiomo – ritengo che sia arrivato il momento di passare dalle segnalazioni alle risposte concrete. Non chiedo privilegi per le persone detenute. Chiedo il rispetto della Costituzione e del diritto fondamentale alla salute. E chiedo anche rispetto per chi, ogni giorno, lavora dentro le carceri e deve garantire sicurezza e assistenza in condizioni spesso difficili”.

    “Chi sbaglia paga con la privazione della libertà, non con la perdita del diritto alla salute. La dignità della persona non si sospende davanti al cancello di un carcere. E la Polizia Penitenziaria non può essere lasciata sola a gestire le conseguenze delle carenze del sistema”.

    carcere di carinola Carcere di Santa Maria Capua Vetere Diritti dei detenuti Salvatore Saggiomo

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