La testata

Alla fine del 1999, Mons. Pietro Farina, vescovo di Alife-Caiazzo, avvia il percorso culturale e giornalistico di Clarus sottoforma di magazine periodico. Ne guidano i primi passi il sacerdote don Emilio Salvatore e il giornalista Daniele Cirioli. Clarus si attesta come significativa esperienza culturale in Altocasertano con approfondimenti di carattere religioso-pastorale, socio-culturale.

Nel 2004 la testata è rilanciata con un nuovo progetto grafico ed editoriale, con uscita mensile in formato tabloid arricchendosi di contenuti culturali, politici, pastorali, sportivi, sociali grazie all’intervento di figure autorevoli del Paese e collaboratori dalle parrocchie della Diocesi.

Nel 2006 Clarus entra a far parte della Federazione Italiana Settimanali Cattolici (FISC) e viene ulteriormente perfezionato l’aspetto grafico ed editoriale assumendo le sembianze del “quotidiano” (con pubblicazioni quindicinali) perché risulti sempre più vicino ai fatti, agli eventi, senza tralasciare nei contenuti la costante ricerca della verità, l’obiettività della notizia, la sobrietà dello stile. Nel frattempo a coordinare il lavoro di redazione si succedono Ermelinda Ruggiero e Daniele Martino.

Nel frattempo è associato all’Unione Stampa Periodici Italiani (USPI).

Nel 2008 la Direzione responsabile passa al giornalista Gianfrancesco D’Andrea.

Dopo anni di pubblicazioni ininterrotte, Clarus celebra il suo decimo compleanno all’arrivo in Diocesi del vescovo Valentino Di Cerbo.

Nel 2011, una nuova revisione stilistica ed editoriale riporta il giornale al formato magazine con uscite mensili. Nel frattempo inizia il percorso dell’informazione online attraverso il sito www.clarusonline.it, con la pubblicazione quotidiana di eventi ecclesiali, sociali, culturali, politici e di cronaca.

A marzo 2013 la direzione responsabile della testata passa a Maria Grazia Biasi, giornalista, già collaboratrice stabile della Redazione dal 2004.

Sono due i restyling apportati al sito, l’ultimo quello dato al giornale nel febbraio 2026.

Clarus continua a fare informazione in formato digitale, integrando al sito i canali social quali Facebook, Instagram, YouTube.

«L’ambizione del giornale è quella di rendersi, presso l’opinione pubblica e le Istituzioni, testimone della passione per la propria Terra, di offrire una lettura cristiana degli avvenimenti e di farsi voce di chi non ha voce: poveri, immigrati, diversamente abili. In concreto Clarus cercherà di mettere in evidenza le radici culturali e religiose del nostro territorio, la bellezza dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico, i personaggi che ne hanno disegnato l’identità, le risorse umani con i progetti e i sogni dei giovani, degli anziani e delle persone impegnate nei vari ambiti» (cfr. Valentino Di Cerbo, In dialogo con la nostra terra,  Clarus n.1, anno XI).