Si procede all’unanimità: l’intera comunità di Sessa Aurunca vuole che l’ospedale San Rocco sia intitolato a Mons. Raffaele Nogaro vescovo della Diocesi sessana dal 1983 al 1990 e qui promotore delle sue prime battaglie sociali tra cui l’apertura del locale nosocomio.
All’indomani della morte del Pastore, avvenuta il 6 gennaio 2026 a Caserta dove risiedeva da vescovo emerito, a Sessa Aurunca è partita l’iniziativa popolare accolta e trasformata in proposta concreta dal Comitato San Rocco Bene Comune che ha come sua mission azioni a tutela della salute dei cittadini a partire dai servizi erogati dall’ospedale cittadino. A cascata un gran coro di voci, dal basso, a sostegno dell’intitolazione dell’Ospedale all’amato Pastore, fino al coinvolgimento della politica locale. Nel giro di pochi giorni, associazioni laiche ed ecclesiali, le confraternite e il Consiglio comunale hanno manifestato il medesimo intento: sul nome di Nogaro per l’attuale presidio sanitario e per quello che si andrà a realizzare, nessun veto ma il sogno comune di riconoscere in un nome i valori della giustizia, della dignità e della verità e assumerli come bandiera di ogni azione e scelta per il territorio che il Vescovo amò.
C’è l’ok del Consiglio Comunale; ma in deroga alle disposizioni di Legge secondo cui l’intitolazione avviene a dieci anni dalla scomparsa della persona a cui si intende dedicare uno spazio pubblico, si attende un segnale positivo dall’Ufficio Territoriale di Governo (Prefettura). A quel punto Sessa Aurunca avrebbe l’Ospedale Mons. Raffaele Nogaro.
Unità, la parola del momento che unisce maggioranza e minoranza politica in Consiglio Comunale, unità tra associazioni di diversa estrazione e ambizione, unità tra le generazioni che hanno conosciuto ed amato e collaborato con il Vescovo venuto dal Friuli, rivoluzionario nelle azioni e innovatore nei progetti per il territorio che avessero al centro i diritti dei cittadini.
La Delibera di Consiglio Comunale
Negli atti ufficiali del Consiglio comunale, organo di espressione ufficiale della volontà cittadina, trovano largo consenso le parole che ne descrivono l’identità: l’intero impegno pastorale, civile e culturale di S.E. Mons. Raffaele Nogaro si è sempre distinto per la costante e coerente tensione verso il bene comune, per la difesa dei diritti delle persone più fragili e per la promozione di una sanità pubblica accessibile, dignitosa e radicata nel territorio; grazie alle sue opere, ai suoi interventi pubblici, alle sue iniziative, alle sue battaglie e ai sacrifici personali affrontati, nonostante incomprensioni e ostacoli, la città di Sessa Aurunca poté finalmente dotarsi del nuovo Ospedale, presidio essenziale per la tutela del diritto alla salute dell’intero comprensorio. Mons. Raffaele Nogaro è unanimemente riconosciuto, da componenti religiose, sociali, civili, politiche e laiche, come una personalità di altissimo profilo morale e umano, che con il proprio operato ha lasciato un segno profondo e duraturo nella coscienza collettiva della comunità aurunca e dell’intera provincia.
Un comitato costituito da diversi nomi e per ragioni diverse legati a Nogaro sta seguendo l’iter: ci sono il prof. Sergio Tanzarella, ordinario di Storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale di Napoli e curatore degli scritti di Mons. Nogaro; Giulia Casella, scrittrice e protagonista della battaglia per l’ospedale; Gianluca Sasso, studioso di storia locale e Priore della Confraternita di San Carlo; Silverio Cardone, attivista del movimento giovanile Sessa87 per l’apertura dell’ospedale; Fabrizio Marino, dottore in scienze religiose con una tesi dedicata a Mons. Nogaro; Domenico Palmieri, coordinatore del Comitato San Rocco Bene Comune. Da parte dei componenti l’impegno a condurre in porto l’iniziativa e lasciare a Sessa Aurunca che un nome – quello di Nogaro – ispiri azioni di pace, di dialogo e di giustizia come quelle che ne guidarono il ministero episcopale.