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Gianluigi Santillo: "Sono già nell'Udc"

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L’ex sindaco di San Potito rinvia di una settimana la sua adesione ufficiale al partito, ma annuncia: “Pronto a candidarmi a sindaco per il rilancio di Piedimonte”.

Rinviata, ancora una volta, la conferenza stampa che dovrà ufficializzare l’ingresso di Gianluigi Santillo nell’Udc di Casini. Ieri, infatti, il presidente della Provincia Zinzi, che in Terra di Lavoro è esponente di punta del partito, non avrebbe potuto prender parte all’incontro, che è stato quindi spostato di un’altra settimana. Ma intanto Santillo, già sindaco di San Potito Sannitico, già presidente del Consorzio Ce1, già presidente provinciale Anci, già attivo miltante della Democrazia Cristiana quando aveva poco più di venti anni e lavorava quotidianamente nella segreteria del Ministro Antonio Gava, è pronto ad accettare il guanto di sfida. Sarà candidato a Piedimonte Matese per il Terzo Polo? “Sì, sono pronto a questa nuova sfida. Ma ad una condizione: che l’Udc e il Pdl diano vita ad una coalizione  forte e smettano di litigare. Altrimenti, non ci sono le condizioni”. Lascia l’Udeur di Mastella dopo aver seguito il leader di Ceppaloni per venti anni. Perché? “Perché, a mio avviso, Mastella in provincia di Caserta sta facendo scelte sbagliate”. Scelte relative a persone sbagliate? “Preferisco non entrare nel merito. E’ chiaro, però, che cambiare riferimento, dopo venti anni, mi costa molto e solo motivazioni forti possono giustificare scelte del genere”. Per un soffio lei non siede in consiglio provinciale. Da dove riparte? “Sono pronto a ripartire da Piedimonte Matese, se questo potrà servire a rimettere in moto la politica locale e a far risvegliare l’entusiasmo degli elettori”.  Non pecca troppo di presunzione? Addirittura lei è in grado di risvegliare l’entusiasmo degli elettori. Tra l’altro pare che Cappello abbia già vinto… “Non intendo dire che sarò io a far ritrovare l’entusiasmo alla gente. Però faccio una considerazione: Piedimonte è il comune dell’area che. demograficamente, fornisce il dato più rilevante, ad ogni competizione elettorale. Trovo assurdo che in una cittadina di dodicimila abitanti, al di là della lista che viene già data per vincente, non ci siano altre disponibilità, altre candidature da parte di chi è nuovo alla politica. Bisogna riflettere seriamente su questo aspetto”. Crisi dei partiti o crisi della politica? “Crisi dei partiti. La notizia più eclatante di queste ore è che se Mario Monti si presentasse alle elezioni, prenderebbe una valanga di voti personali”.Riparte quindi da Piedimonte, dopo l’ultima competizione alle provinciali? Riparto dalla politica, passione con la quale mi misuro da quando sono ragazzo. Non mi sono mai nascosto dietro a un dito e anche stavolta eccomi qui.  Mi auguro che Pdl e Udc trovino la giusta strada e capiscano che le sfide si vincono uniti. Ma spero, altrettanto, che molti giovani di Piedimonte, molte forze nuove della società civile, scelgano di essere della partita, senza dare deleghe in bianco a chi li rappresenta. Piedimonte è una cittadina importante, non è possibile che si dia già per persa una battaglia perché l’Amministrazione uscente gode ancora di un buon consenso, come si dice. In democrazia, partecipare è fondamentale”.

 

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