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Meglio tardi che mai. Andrea De Balsi si racconta

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L’intervista/racconto del musicista di Sant’Angelo, presto sulla scena con un nuovo album

Pubblichiamo la prima parte dell’articolo uscito su Clarus n.3-2012

Musica, la melodia di un’intera vita. Perché una canzone non nasce né muore oggi, ma la ricollochi tra le tue emozioni ogni volta che un’esperienza forte tocca le corde del tuo cuore. E se dei versi, depositati in fondo al cassetto ormai da qualche anno, ritornano a vivere è perché le emozioni tornano a respirare, le esperienze forti si ripresentano come muse ispiratrici. Questo è Andrea De Balsi, musicista di Sant’Angelo d’Alife, una laurea al Dams e il diploma in fagotto al Conservatorio di Bologna, un’incessante attività artistica che lo porta oggi ad essere autore di canzoni per altri interpreti, direttore artistico e membro di band come chitarrista e corista. Artisti si nasce o si diventa? «Artisti si nasce, spiega Andrea, ma artisti di professione si diventa solo se la scelta è quella di indirizzare la propria carriera sui giusti canali: lo studio è fondamentale, così come sono determinanti alcune occasioni.

foto Mario Florio

E’ pur vero che nonostante una carriera accademica alle spalle, il rischio di rimanere artista di strada è molto alto, oggi più di prima… Il panorama musicale si è infittito di tante esperienze, volti, storie diverse tra loro e la facilità di emergere si riduce notevolmente: vivere solo suonando non sempre è possibile, vivere di musica spesso significa accontentarsi di respirare l’aria del palcoscenico ma non per forza salirci sopra per cantare». Andrea oggi si esibisce con la sua Band, ma non rinuncia a partecipazioni con altri gruppi in giro per l’Italia. Il suo percorso artistico inizia da bambino mentre prende confidenza con una chitarra poi diventa un impegno già durante gli anni del liceo quando affida alla penna e al foglio le sue composizioni. Di questa “esercitazione” giovanile è frutto il recente album che raccoglie dieci brani del suo primo repertorio. “Tardi” è il titolo della raccolta, proprio perché la decisione di incidere quei pezzi di gioventù arriva in ritardo. Ma “Tardi” diventa l’emblema di tante scelte di Andrea a cui guarda con simpatia: «Ancora oggi mi capita di arrivare “tardi” a qualche appuntamento importante della vita. Un’esperienza che in fondo è di tutti: la consapevolezza di non essere stati attenti a qualcosa di importante, o di essere stati superficiali, è sempre l’occasione per fermarsi a riflettere… Ognuno conosce i motivi del proprio “tardi”. O no?».

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