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I sindaci del Matese non vogliono il fermo biologico

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Il Consiglio generale della Comunità Montana propone il taglio boschivo per tutto l’anno. Secco il no di ambientalisti e del presidente del Parco del Matese Pino Falco

La proposta della Comunità Montana del Matese, in merito alla revoca del fermo biologico relativo al taglio degli alberi, scatena la protesta di ambientalisti e naturalisti e si becca un secco «no» da parte del presidente dell’Ente Parco, Pino Falco.
L’altro giorno, nel corso della riunione del consiglio generale, all’unanimità i diciassette sindaci (e loro delegati) componenti il consesso hanno chiesto l’abrogazione dell’art. 3 del regolamento provvisorio sulle procedure autorizzative del taglio boschivo in area parco. I sindaci, in sostanza, chiedono che si possa procedere ai tagli boschivi per tutto l’anno, senza fermo biologico. Ragioni economiche addotte a fondamento della richiesta, soprattutto in favore delle imprese del territorio.  «Nelle aree protette – spiega lo zoologo Maurizio Fraissinetnon si può arrecare disturbo alla fauna selvatica. Ma c’è dell’altro: nessuno ha saputo approfittare di questa norma per lanciare una virtuosa politica di valorizzazione del legno matesino con marchi di qualità, che facessero leva proprio sul regolamento del Parco, redatto dopo diversi incontri con tutte le parti interessate, inclusa la Comunità Montana, i Comuni e le imprese. Quando il testo fu pubblicato, fu indicato alle imprese che l’Ikea acquistava solo legno certificato con determinate garanzie di tutela ambientale e che, pertanto, avrebbe trovato conveniente acquistare proprio quello del Matese, soprattutto per i minori costi di trasporto previsti. Inutile dire che lo avrebbe pagato ad un prezzo maggiore di quello che ricavano, oggi, le imprese e i comuni costretti, in pratica, a svendere il legname, senza che, in questi anni, si sia assunta anche una sola iniziativa in grado di cogliere questa opportunità».
Pino Falco, presidente del Parco, aggiunge:  «Il regolamento, con relativo fermo biologico, è in vigore e sarà rispettato, anzi, con note già inviate agli organi di controllo, la sorveglianza dovrà essere aumentata per debellare il crimine del taglio indiscriminato che sta devastando il Matese. Noi tutti siamo chiamati a un salto di qualità, programmare e gestire il nostro territorio per il bene comune, nella consapevolezza che il presente lo abbiamo ricevuto in prestito dalle future generazioni. La classe dirigente deve pianificare lo sviluppo di un territorio e non rispondere a piccole istanze contingenti e episodiche». (fonte Il Mattino)

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