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La Chiesa verso nuove rotte

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L’editoriale di Clarus 7-2012
Anno della Fede e Giubileo diocesano: la barca della Chiesa solca nuovi mari

di Emilio Salvatore 

L’anno della fede si apre dinanzi al nostro sguardo come un richiamo significativo a ripensare il Concilio Vaticano II, a mezzo secolo dal suo inizio, e il modo in cui viviamo e annunziamo la nostra fede agli uomini e alle donne del nostro tempo.
Il logo e il programma di massima, presentato alla stampa, dice bene le ragioni di questo anno. Una barca, immagine della Chiesa, in navigazione sui flutti, ha quale albero maestro una croce che issa le vele le quali, con segni dinamici, realizzano il trigramma di Cristo (IHS). Sullo sfondo delle vele è rappresentato il sole che associato al trigramma, rimanda all’Eucaristia. La chiesa oggi vive un momento delicato della sua testimonianza nel mondo: il peccato di alcuni dei suoi figli, la crisi economica e morale che vive il mondo, la perdita di una passione evangelizzatrice, le divisioni nel centro della cattolicità rendono la navigazione in questo momento estremamente travagliata.
Di fronte a tutto questo, lungi dal rinchiudersi in una sorta di minimalismo o anche di ripiegamento, ad un tradizionalismo sterile o immobilismo miope, occorre al contrario aprirsi all’incontro e al confronto anche con i non credenti, i quali «pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro esistenza e sul mondo». Non si tratta solo di ribadire i punti fermi del nostro credo ma di mostrarne la ragionevolezza in un dialogo sincero e approfondito.
Tutto questo non può non essere anche e soprattutto nella nostra diocesi, così bisognosa di una pastorale della evangelizzazione e di una rinnovata catechesi uno stimolo quanto mai efficace. In tal senso il Convegno pastorale che si terrà nel mese di ottobre, mentre fa memoria del cammino vissuto dalle nostre chiese locali negli ultimi venticinque anni, non può non riflettere sulla recezione reale del Concilio, e guardare al futuro con chiarezza e autenticità.
Allo stesso modo la proposta di un itinerario crismale impostato su di un cammino per adolescenti, ben organizzato e animato, va di fatto nella direzione di una volontà di rendere possibile un reale e maturo approfondimento della fede oggi spesso ferma a livello di esperienze dell’infanzia. L’anno della fede sarà dunque un grande esame di coscienza e un banco di prova per chi vuole dare impulso ad una evangelizzazione nuova nelle modalità, e quindi fedele all’uomo di oggi, e nello stesso tempo nuova nei soggetti impegnati, in particolare famiglie, giovani e laici in genere.
E così la piccola navicella, che naviga sul medio corso del Volturno, alzerà di nuovo le vele al vento dello Spirito.
A noi però spetta non stare a guardare ma prepararsi a prendere posto ai remi.

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