Home Attualità Alife. Reperti sepolti tornano a vivere. Interviene l'assessore Gabriele Venditti

Alife. Reperti sepolti tornano a vivere. Interviene l'assessore Gabriele Venditti

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L’antica città romana al centro di una nuova esperienza di studio. Occasione di rilancio e ricollocazione sullo scenario storico-scientifico europeo

Continua a suscitare curiosità e forte attenzione la presenza ad Alife di un gruppo di giovani archeologi spagnoli, interessati al recupero e allo studio di reperti funerari antichi. Ne abbiamo parlato con l’arch. Gabriele Venditti, assessore al Patrimonio archeologico della città.
E’ forse il momento in cui la città di Alife “si giochi” una nuova importante possibilità di futuro?

Come si è arrivati al contatto con il Collegio degli Archeologi di Valencia? E come è nata questa “nuova” collaborazione di respiro europeo?
Le iniziative  più significative nascono a causa di circostanze imprevedibili. Grazie al dott. E.Stanco,  dirigente  dell’ufficio della Soprintendenza Archeologica di Alife, ho avuto il piacere di conoscere il dott. Luigi Pedrone, responsabile delle attività di ricerca del Collegio degli Archeologi di Valencia (Spagna), che svolge attualmente attività di indagine presso le città di Pompei e di  Ercolano. A causa di un rallentamento delle attività  di ricerca nelle città vesuviane  ha offerto, visto il grande patrimonio archeologico presente sul nostro territorio,  la sua professionalità  scientifica al fine di svolgere indagini archeologiche nelle necropoli alifane.

Il mausoleo funebre degli Acilii Glebriones che sorge fuori la porta orientale della città nell'attuale Piazza XIX Ottobre

Di che tipo di lavoro si tratta e cosa significherà per la città questo nuovo studio?
E’ prevista l’esecuzione di ricerche con strumentazione georadar per l’individuazione di resti sepolti, inoltre saranno eseguiti saggi archeologici sul territorio ricco di  archeologia funeraria romana. Lo studio è stato organizzato dal Collegio degli Archeologi di Valencia al quale prenderanno parte una ventina di giovani laureati e dottorandi spagnoli provenienti principalmente dalla regione valenciana, ma anche da Madrid, Barcellona, Siviglia e dalle Baleari. Attraverso   queste indagini   si mira ad  arricchire il museo locale  con  nuovi reperti    archeologici ed aggiungere, così,  ulteriori  informazioni storiche  scientifiche a conforto della storia Alifana .

Alife necessita di un rilancio culturale che prenda le mosse proprio dal patrimonio archeologico locale. Quali strategie al vaglio dell’Amministrazione?
Con  questa iniziativa si spera di avviare e ridare lustro alla nostra Città in modo da   dimostrare che si può dialogare con territori e contesti – diversissimi tra loro, ma accomunati da una straordinario patrimonio storico e artistico e da medesime finalità: fare della valorizzazione un impegno primario per una cultura contemporanea attività.

Quest’anno ritorna Teatri di Pietra dopo lo stop della scorsa estate. Un’occasione da non sprecare… Come si esprime in merito?
In un momento di evidente difficoltà per il Paese e di grande preoccupazione per il disagio sociale ed economico che investe fasce sempre più ampie della popolazione, la scelta di investire nel patrimonio archeologico assume una doppia valenza: quella di presentare una iniziativa nata dai territori, aderita e condivisa da molti, e allo stesso tempo la significante volontà di salvaguardare e “fare prospettiva” di temi importanti quali lo sviluppo socioculturale delle cittadinanze, la tutela del patrimonio/paesaggio, il riconoscimento della cultura e dello spettacolo come momento unificante e necessario di cittadinanza attiva.

(gb)

 

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