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Festival Jovinelli. L'intervento del Direttore Artistico

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Giovanni Marcucci alla guida della undicesima edizione della kermesse manifesta il suo entusiasmo per l’evento

Il percorso compiuto negli anni per arrivare ai risultati odierni, le possibilità per giovani artisti di affermarsi e farsi conoscere, l’occasione per Caiazzo di animare la scena culturale locale. Tutto questo nelle parole di Giovanni Marcucci, da anni attento conoscitore della realtà caiatina e promotore della cultura locale.

“Sono onorato di essere anche per quest’edizione, il direttore artistico del Festival Jovinelli, un appuntamento annuale con il Varietà organizzato in onore di don Peppe. Un nostro illustre concittadino, nato da Arcangelo, benestante e Antonia Marocco, possidente e appartenente ad una delle famiglie bene di Caiazzo. Un uomo pieno di intuito e capacità imprenditoriali che è riuscito, insieme al figlio Graziano ad elevare il teatro Jovinelli, da lui fondato a Roma nel 1909, a Tempio del Varietà. Dopo la lotta intrapresa per salvare L’Ambra Jovinelli, nel 1997 organizzammo a Caiazzo la prima edizione del Festival Nazionale del Varietà per affidare alle nuove generazioni la testimonianza di un messaggio artistico tra i più esilaranti della nostra cultura e di personaggi di quel mondo unici ed impareggiabili. Ed è proprio questo l’impegno che con non poca fatica, ma anche tanta soddisfazione, l’amministrazione comunale e l’associazione Pro loco, stanno portando avanti. Perché il Festival è una passerella importante per gli artisti già affermati, ma è anche una vetrina per i nostri giovani talenti caiatini.In questo acuto periodo di crisi economica, non è facile per un piccolo comune come Caiazzo, trovare la giusta attenzione per questo tema, con tutti i problemi che si trova ad affrontare quotidianamente, perciò il mio plauso all’amministrazione è doveroso.  Inoltre, colgo l’occasione  per ringraziare tutti gli artisti che parteciperanno a questa manifestazione, artisti nei cui confronti nutro sentimenti di stima e di affetto, persone che conosco da anni e che lavorano con passione e dedizione. Perché non è vero che il Varietà è morto, ma si è evoluto, adeguandosi alla vita moderna, mantenendone però lo spirito, le formule e l’ispirazione.” (Gianna De Marco, addetto stampa Festival Jovinelli)

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