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Stop al fuoco, dalla tarda notte il Cila non brucia più

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Attorno alle 3.30 del mattino i soccorsi sono riusciti a fermare l’avanzata delle fiamme che avevano raggiunto il Parco Archologico e messo a rischio l’abitato. Un cittadino ha cercato di difendere la propria casa ma è stato fermato

Era stato spento, nella giornata di ieri. E adesso per fortuna lo è.  Ma improvvisamente durante la serata, alle 21 circa, le fiamme avevano ricominciato a bruciare. Probabilmente perché il sopraggiungere della notte non aveva permesso alle squadre del Servizio Antincendio di compiere una bonifica completa del terreno e spegnere tutte le tracce lasciate dal fuoco, dopo i ripetuti getti d’acqua dei 4 mezzi aerei nel corso delle ore diurne. Ma non è da escludere la mano dolosa di qualche delinquente che non sazio delle estreme conseguenze del gesto iniziale, ha dato fuoco nuovamente alle sterpaglie.
Difatti in pochissimo tempo erano ricomparsi diversi focolai in più punti, zone impervie difficili da raggiungere lungo la fascia bassa del Monte, cosa che ha rimesso in allarme i soccorsi: ai volontari della Protezione Civile e alle squadre antincendio della Comunità Montana,  si è aggiunto anche un gruppo di baif volontari, e poi Vigili del Fuoco. Questi ultimi sono giunti da Teano perché incominciava ad essere  minacciato l’abitato del centro storico. Hanno inizialmente incontrato difficoltà perché il loro mezzo non riusciva a passare liberamente lungo via Madonna delle Grazie (l’arco delle chiesa era troppo basso per il camioncino rosso), e hanno dovuto ricorrere a un Defender, più piccolo, come quello messo in campo dall’Antincendio dell Comunità Montana.

Ore 1.30 di ieri notte

Fino alle 3.30 del mattino circa, instancabilmente, i soccorsi hanno lavorato con tenacia e impegno.  Le fiamme avevano raggiunto il sentiero del Parco Archeologico del Cila, quello che costeggia le mura megalitiche, ma le strutture non sono state toccate. Tuttavia 4-5 ettari, tra vegetazione e uliveti, sono purtroppo bruciati.
Ora la situazione è sotto controllo. Il fuoco è spento, e dalle ore 7 di questa mattina è stata avviata la bonifica e la vigilanza da due squadre di operatori, attività ‘extra’ poiché non previste, come sottolinea il presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe, dal nuovo Piano Antincendio Boschivo approvato dalla Regione, “un Piano che, come ho detto anche in altre occasioni, è decisamente deficitario rispetto alle emergenze. Vanno ringraziati tutti soccorsi per il lavoro eccezionale che hanno svolto senza sosta animati da spirito di volontariato”. Da sottolineare che i baif hanno lavorato volontariamente durante la notte, nonostante le attività notturne non siano previste dal suddetto Piano.
Ringraziamenti arrivano anche dal Comune di Piedimonte, dal delegato comunale alla Protezione Civile Alfredo De Rosa, e dal sindaco Vincenzo Cappello: “Non si può che apprezzare l’impegno incessante dei soccorsi. Ancora una volta il popolo del Matese ha dovuto gestire in proprio l’emergenza, a fronte delle lacune del Piano Anticendio regionale”. Ieri il sindaco Cappello si è mobilitato contattando la Prefettura, di turno c’era la dottoressa Fappiano, la quale ha provveduto a sollecitare l’intervento dei Pompieri.
Un sentito “Grazie” non può non arrivare, soprattutto, dai tanti cittadini in preda all’apprensione nelle ultime ore per le conseguenze di un evento tanto distruttivo e imprevedibile.

 

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