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    Home»Attualità»Letino. Svelati gli inganni del fiume del Lete
    Attualità Territorio

    Letino. Svelati gli inganni del fiume del Lete

    Redazione5 Settembre 2012Nessun commento

    La chiazza presente nel corso del Lete sarebbe un’alga e non un segnale di inquinamento

    Foto Facebook

    La prima denuncia è partita sul social network più conosciuto, facebook, con il post di un escursionista sulla pagina del parco regionale del Matese che, attraverso un dettagliato reportage fotografico, chiedeva  lumi alle autorità in merito ad un’ampia e densa patina oleosa, di colore azzurro-verde, che giace da giorni sulle acque del lago artificiale di Letino. Nella tarda serata di ieri l’Enel ha fornito una prima anticipazione sui risultati delle analisi effettuate su un campione prelevato in mattinata, dopo, la richiesta del sindaco Antonio Orsi di accertare con precisione se si fosse in presenza di possibili fonti di inquinamento ambientale. La sostanza che, all’apparenza, sembrava del tutto simile a della vernice sarebbe invece, in base ai primi riscontri dei laboratori, un’alga, come ipotizzato fra le decine e decine di commenti che, in questi giorni, si sono susseguiti a raffica sulla pagina facebook del parco, ma rispetto ai quali nessuno aveva ancora dato risposte precise. Una scena raccapricciante che aveva destato allarme, soprattutto fra gli ambientalisti, e che aveva spinto lo stesso sindaco di Letino, Antonio Orsi, a sollecitare, ieri mattina, un intervento dell’Enel, che ha piena competenza sull’invaso artificiale realizzato agli inizi del 1900 per alimentare la centrale idroelettrica di Prata Sannita, dotato di un volume d’acqua pari a circa un milione di metri cubi e oggi tra i luoghi più attrattivi del parco regionale del Matese. I tecnici  dell’Enel, quest’oggi, dirameranno un breve comunicato volto a dissipare ogni dubbio, chiarendo definitivamente  che si tratta, effettivamente, di un fenomeno di inquinamento microbiologico. Secondo alcuni esperti, potrebbero essere state le stesse temperature delle
    scorse settimane ad aver incrementato il proliferare di germi normalmente presenti nelle acque e in grado di produrre pigmentazioni della stessa colorazione riscontrata sulla macchia oleosa presente sulle acque del lago di Letino. Nei pressi del lago sorgono, tra l’altro, le celebri Grotte del Cauto, cavità naturali di estremo interesse naturalistico e una probabile fonte di inquinamento chimico, derivante dal temuto scarico di
    veleni nel lago, avrebbe richiesto una bonifica immediata e l’adozione di non poche precauzioni collaterali. Alcune gallerie che si incuneano all’interno delle grotte corrispondono al vecchio percorso del fiume Lete, attraverso un susseguirsi di canyon  e dislivelli. La prudenza, adottata in queste ore dal sindaco Orsi, era d’obbligo, per non alimentare falsi allarmismi che, di fatto,  cesseranno del tutto, in mattinata, una volta giunto il risultato delle analisi chimiche. Ma l’ambiente e il paesaggio hanno subito, invece, un duro attacco, questa volta senz’ombra di smentita, nel comune di Ailano, dove ieri i carabinieri della locale stazione hanno scoperto, in piena area parco, un cimitero di auto abbandonate, rinvenendo alcune carcasse di automobili, numerosi pneumatici, batterie, fusti e filtri di olio motore esausti, oltre ad altri rottami e carcasse di veicoli altamente inquinanti. Una breve ma intensa attività investigativa ha permesso ai carabinieri di risalire ai responsabili, due persone del luogo, che avevano pensato bene di liberarsi dei loro veicoli in disuso, abbandonandoli in un’area demaniale e rendendosi così responsabili del reato di smaltimento illecito di rifiuti speciali pericolosi. Nei loro confronti è scattata
    una denuncia alla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e un provvedimento di sequestro di tutti i veicoli e materiali inquinanti. Dall’inizio del 2012 nella lotta contro i crimini ambientali, i carabinieri della Compagnia di Piedimonte Matese hanno sottoposto a
    sequestro oltre cinquanta quintali di rifiuti speciali e relativi mezzi di trasporto, tre discariche abusive, e denunciate decine di persone in varie località del comprensorio. (fonte Il Mattino)

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