Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Attualità»Venezia 69. Bellocchio, "Bella addormentata" non sorprende
    Attualità

    Venezia 69. Bellocchio, "Bella addormentata" non sorprende

    Redazione5 Settembre 2012Nessun commento

    A partire dal caso Englaro il regista racconta, senza cercare la polemica, storie in prospettive diverse su temi scottanti

    Non è un film ideologico. Marco Bellocchio, in concorso con l’ultimo lavoro “Bella addormentata“, lo ha sottolineato più volte alla conferenza stampa del suo film, il secondo italiano a passare per la competizione principale. E, è bene chiarire, non è un film sul caso di Eluana Englaro e della sua morte per eutanasia, sebbene il fatto costituisca il tessuto emotivo sul quale il regista piacentino intreccia quattro vicende nelle quali si toccano i temi della vita, della morte, dell’etica privata.
    La polemica, comprensibilmente, è in ogni caso dietro l’angolo, anche se l’incontro con la stampa non ha innescato dibattiti di particolare intensità.
    In “Bella addormentata” (un riferimento, forse, alla stessa Italia?) Bellocchio ci narra quattro storie: una donna vuole morire e dire addio al mondo; una madre soffre e si affida alla religione a causa del coma della figlia; un senatore del Pdl, in crisi di coscienza, si oppone al pensiero del Partito sul caso Englaro; due ragazzi, dalle opinioni completamente opposte, si innamorano.

    Bellocchio dopo la conferenza stampa

    Il regista di “I pugni in tasca” ci offre prospettive parallele e differenti, sovrapposte, senza prendere mai posizione, né pretendere di fornire risposte, concedendosi soltanto il piacere consueto di sferzare una classe politica (formidabile in quest’ottica il contributo dell’attore Roberto Herlitzka, il Moro di “Buongiorno notte“) che nel film appare incapace di fornire soluzioni a una delle questioni più complesse che la società oggi necessita di affrontare con fermezza. In generale è lo stesso universo istituzionale a uscirne malconcio, dai medici che scommettono sulla sopravvivenza dei pazienti ai poliziotti che giocano a carte con gli arrestati.
    Era lecito forse aspettarsi qualcosa di più da Bellocchio, visti i temi scottanti al centro del racconto, e considerati i precedenti cinematografici di notevole e maggiore forza. Ma il tocco di maestro si sente costantemente, per niente assopito stando a guardare l’intensità con la quale le storie vengono raccontate. Bellocchio si affida in questo anche alle doti degli attori protagonisti, tra cui spiccano, oltre al già citato Herlitzka, Toni Servillo (presente in due film del concorso) e Isabelle Huppert.

    Michele Menditto

    Articoli correlati

    Clarus, una veste nuova nel segno della continuità

    18 Febbraio 2026

    “Il mondo ha bisogno dell’Europa”. L’appello dei vescovi di Italia, Francia, Polonia e Germania

    13 Febbraio 2026

    Da Piedimonte Matese alla Svezia, vice capo di una clinica per animali: la sfida di Ilaria Occhibove

    13 Febbraio 2026

    Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro

    12 Febbraio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

    Articoli recenti
    Papa Leone XIV

    Come leggere la pienezza della legge di Cristo?

    Redazione18 Febbraio 20260

    Ancora una volta la liturgia si sofferma sul discorso della montagna, dopo averci proposto le…

    Vivere online: non è un mondo virtuale, è il nostro mondo

    18 Febbraio 2026

    Clarus, una veste nuova nel segno della continuità

    18 Febbraio 2026

    Gioia Sannitica, uomo socmparso. Si cerca da domenica. “Unitevi alle ricerche”, l’appello del Comune

    16 Febbraio 2026
    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Sessa Aurunca, 2 febbraio 2026. Festa della Presentazione al Tempio, Giornata della Vita consacrata

    2 Febbraio 2026

    Piedimonte Matese, 3 settembre 2025. Veduta del Campanile di Santa Maria Maggiore.

    3 Settembre 2025

    Alife al tramonto, 17 luglio 2024. Veduta in direzione Nord

    17 Luglio 2024
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...