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Nuovo tribunale a Napoli nord: protestano giudici e avvocati

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Aversa scorporata dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Cambia la geografia della giustizia in Campania e in Terra di Lavoro.

Napoli 2» al nastro di partenza. Non si tratta della seconda linea del metrò, e nemmeno del progetto urbanistico della città futura: qui si parla di giustizia, e di Tribunali. Con la firma che il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha messo in calce al provvedimento del governo che ridisegna la mappa delle nuove sedi giudiziarie, la riforma dei «tribunalini» voluta dal ministro della Giustizia Paola Severino è legge. Il nuovo testo sta per comparire nella Gazzetta Ufficiale: trascorsi i canonici 15 giorni dalla sua pubblicazione, il testo diventa efficace a tutti gli effetti. E’ dunque il via libera per la costituzione del secondo tribunale di Napoli: Napoli 2, appunto. Un progetto rivoluzionario – e unico nel suo genere in tutto il resto della nazione, non ne esistono altri casi – inserito dal Guardasigilli Paola Severino nella più generale riscrittura delle sedi giudiziarie italiane. Napoli 2, il nuovo Tribunale che sorgerà nel Comune di Marano, avrà competenze amplissime. Non solo abbraccerà tutta la «platea» giudiziaria dei Comuni dell’area settentrionale del capoluogo campano, Giuglianese compreso; in esso, nei suoi nuovi uffici e nelle sue competenze ricadranno pure l’intera area aversana, che peraltro rappresenta in termini numerici una fetta molto consistente di ciò che precedentemente gravitava nella zona di Terra di Lavoro. «Naturalmente – fa sapere al “Mattino” una fonte altamente qualificata del ministero della Giustizia – questo non significherà in alcun modo far cadere tutti quei baluardi eretti nella lotta contro la camorra e contro organizzazioni criminali pericolosissime come il clan dei Casalesi, giacché nulla cambia sul piano della competenza della Direzione distrettuale antimafia, che resta organo su base distrettuale: perché la lotta alle mafie resta obiettivo prioritario di questo governo». Semmai, dubbi e riserve – che sono stati già sollevati, sia rispetto al primo progetto, quello che porta la firma del Capo dell’Organizzazione degli Uffici giudiziari di via Arenula, Birritteri, e sia rispetto alla stesura finale voluta dal ministro della Giustizia, Paola Severino, – dubbi e riserve – si diceva – riguardano altro.

Critico sulla concreta realizzabilità di un secondo Tribunale a Napoli è stato sin dal primo momento il presidente dello stesso Tribunale, Carlo Alemi: a suo avviso il decollo di una nuova piattaforma giudiziaria a Napoli è impresa a dir poco ardua, sia in termini di realizzazione concreta (si ricorderà l’eterna incompiuta, il più volte promesso e mai mantenuto Tribunale di Giugliano), sia logistica che in termini di risorse umane. Se c’è una piaga che resta ancora aperta già nel primo Tribunale partenopeo, è quella della carenza del personale amministrativo. Ma stavolta, per far nascere «Napoli 2», serviranno anche altri magistrati. E tanti. C’è poi un’altra incognita.

Dove materialmente verrà fatto sorgere il nuovo Tribunale? Al momento non c’è ancora alcun progetto concreto. Staremo a vedere. La riforma delle nuovi sedi giudiziarie resta comunque una delle riforme che – nelle intenzioni del governo – dovrebbero restituire razionalizzazione della Giustizia, sia in termini di spending review, e dunque di risparmi, che in termini concreti di servizi offerti al cittadino. Nel testo del decreto legislativo di revisione delle circoscrizioni giudiziarie licenziato prima dell’estate dal Consiglio dei ministri il capoluogo campano rappresenta la sola eccezione che va contro la generale tendenza dei «tagli». Al già esistente Tribunale di Napoli, che si trova all’interno della cittadella giudiziaria del Centro direzionale, se ne aggiunge ora un secondo: quello di Marano, già ribattezzato Tribunale di Napoli 2, o Napoli Nord. Una decisione nata dalla considerazione di fondo di voler rafforzare i presìdi di legalità nelle zone maggiormente esposte alla criminalità organizzata.

Decisione inedita anche rispetto a quello che era il piano originario di via Arenula, articolato dal capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, Luigi Birritteri, che aveva seguito una logica decisamente più drastica nel taglio di Tribunali e sedi distaccate.
(Fonte: Giuseppe Crimaldi – Il Mattino)

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