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Suicidi. L'intervento del Vescovo Di Cerbo: "Non perdiamo la speranza, proteggiamo la vita"

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Il Pensiero di S.E.Mons.Di Cerbo dopo il terzo caso di suicidio in Alto Casertano: dalle sue parole l’invito a non perdere di vista la bellezza della vita

In questi ultimi giorni, tre persone della nostra Diocesi sono morte suicide. Tre eventi che hanno seminato dolore e smarrimento in tanti ed hanno lasciato tre famiglie sgomente e ferite. Il nostro pensiero va a questi fratelli che non sono più tra noi e soprattutto ai drammi e ai motivi che li hanno portati a tali gesti, motivi appena trapelati, ma che in gran parte sono rimasti nel loro cuore, nel quale solo il Signore può leggere. A noi rimane l’impegno di mettere la loro esistenza nella mani buone di Dio, perché Lui comprenda, accolga, perdoni e trasformi l’esito definitivo della loro esistenza in un esito buono, nel quale l’Amore grande del Padre possa colmare i vuoti, i dubbi e le ferite che la vita ha loro procurato. Rimane altresì il pensiero e forse il tormento di non aver fatto per loro tutto il possibile, di non essere stati il buon samaritano ed il fratello che prende per mano nel momento della debolezza e della disperazione…
Tuttavia, la loro morte così tragica, non deve indurci a scrupoli senza speranza, ma impegnarci a guardare intorno per vedere  le sofferenze di altri fratelli in difficoltà e dire loro: “Non temere, non disperare, sono qui, voglio farti sentire con i miei piccoli gesti di amore, che neppure il Signore si diemntica di te e che puoi contare su di Lui e riprendere sempre  il cammino della speranza!”. Vorrei infine dire una parola di affetto e di vicinanza alle famiglie di questi nostri fratelli defunti. Sappiamo che stanno vivendo un momento di grande dolore, un dolore indescrivibile in cui alla sensazione di mancanza per la morte  tragica di un congiunto, si aggiungono domande, rimpianti, rimorsi, sfiducia nella vita e forse anche nel Signore…
Vorrei dire loro di non chiudersi nella sofferenza, ma di aprirsi ad un dono più grande. Il modo migliore per gridare il loro affetto ai congiunti che sono passati così tragicamente all’eternità, è quello di cercare il loro volto, che talora hanno visto triste e smarrito, nel volto di altri fratelli in difficoltà e accoglierli, aiutarli, incoraggiarli perché l’esistenza non perda la sua bellezza.  Noi continueremo a pregare per loro, perché non manchi la consolazione del Signore, sicuri che con noi veglia su di loro e prega la Madre di Gesù, Colei che ci dà l’esempio di come si può trasformare un dolore grande in un amore ancora più grande che dà senso alla vita e permette di continuare con serenità e fiducia il proprio cammino su questa terra.

+ Valentino, vescovo

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