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Erasmus, a rischio il programma che ha fatto viaggiare gli studenti

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Nel Bilancio europeo non ci sono più fondi, forse già da Natale l’Erasmus si fermerà

La denuncia è partita dal presidente della Commissione Bilancio del Parlamento europeo, il francese Alain Lamassoure. «Il fondo sociale europeo non ha più un euro – aveva detto qualche giorno fa – il Programma Erasmus finirà i soldi dalla prossima settimana, i fondi Ue per Ricerca e Innovazione resteranno senza risorse a fine ottobre». Poi la triste conferma della Commissione europea: «Nel bilancio Ue 2012 sono finiti i soldi per pagare le fatture già emesse per una serie di fondi europei – tra cui il Fondo sociale, il programma Erasmus e il fondo per la Ricerca e Innovazione».
La sola ipotesi che il progetto internazionale che per 25 anni ha fatto viaggiare in tutta l’Europa gli studenti universitari, ha creato il panico tra i ragazzi.
C’è da dire che il 23 ottobre il Commissario al bilancio, Janusz Lewandowski, presenterà una proposta di «bilancio correttivo molto, molto importante». Si parla di alcuni miliardi di euro, ma il piano Lewandowski dovrà essere approvato da Consiglio e Parlamento. Poi toccherà agli Stati membri dell’Unione dover versare quanto manca, seguendo i normali criteri di contribuzione.
Ma i governi, con i morsi della crisi dell’euro, potrebbero rifiutarsi. «Questa non è affatto una sorpresa – ha commentato il portavoce del Commissario Lewandowski, Patrizio Fiorilli – già a novembre 2011, quando Consiglio e Parlamento hanno adottato il progetto di bilancio 2012, il Commissario aveva detto che non ci sarebbero stati abbastanza soldi».
Ora il problema è diventato più concreto: continuando di questo passo, le fatture presentate per i progetti già eseguiti resteranno insolute perché «solo per il 2012 c’è un buco di 10 miliardi di euro». Se non si agisce subito, ha detto a Le Figaro Alain Lamarousse «non ci saranno più borse di studio da Natale».
Resta l’amarezza della sfortuna coincidenza dell’anniversario: l’Ue quest’anno ha celebrato i 25 anni dell’Erasmus con lo scambio di culture, lingue e tradizioni tra oltre 3 milioni di studenti. In quel lontano 1987 fu un ventiseienne di Nizza, tale Franck Biancheri, a dare inizio a tutto, ottenendo l’appoggio di Mitterrand e mettendo insieme una rete di 12 mila universitari in 70 città. Erano solo le prime tappe di quel progetto che ha ispirato film (il famoso “Appartamento spagnolo” di Cédric Klapisch) ma ha soprattutto affascinato migliaia di ragazzi.

(da Corriere.it)

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