Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
    Clarus
    • Cookie Policy
    • Disclaimer e Privacy Policy
    Home»Curiosità»Quando la strada è fatale: roadkill, le piccole vittime dell'asfalto
    Curiosità Territorio

    Quando la strada è fatale: roadkill, le piccole vittime dell'asfalto

    Redazione5 Ottobre 2012Nessun commento

    L’impatto con animali selvatici è un fenomeno molto frequente nell’alto casertano. Tassi, ricci, serpenti, anfibi, ogni anno si spingono pericolosamente verso i tratti asfaltati

    Un tasso sfortunato in località Miglio 25, Alvignano

    Problematica assai diffusa, specialmente nelle arterie periferiche dei centri abitati dell’alto casertano e non solo, è quella delle vittime della strada. In questo caso parliamo di animali selvatici che vengono investiti, e la maggior parte delle volte decedono sul colpo.
    Tassi, volpi, faine sono quelli che più frequentemente si riscontrano abbattuti lungo la carreggiata. Il periodo più intenso è sicuramente quello tardo primaverile fino a quello autunnale. In primavera molti animali selvatici svegliandosi dal letargo invernale, intraprendono le loro attività di ricerca di cibo, del partner, e quindi si spingono anche sulle strade più antropizzate. Il problema è che le asfaltate tagliano la maggior parte delle campagne al confine con boschi o zone atte alla caccia, non consentendo un attraversamento in sicurezza delle specie selvatiche.
    Essendo gli animali più attivi durante la notte, tendono a costeggiare le strade asfaltate e con l’arrivo di qualche automobile la luce dei fari provoca abbagliamento e disorientamento con il risultato, il più delle volte, dell’impatto contro l’autovettura.
    Gli animali selvatici più colpiti da questa problematica sono sicuramente i ricci, rinvenuti privi di vita costantemente sulle arterie stradali durante le prime ore di buio. Non solo mammiferi: altre specie colpite ed investite possono essere gli anfibi. Facilmente dopo un temporale è possibile notare i grandi rospi comuni che percorrono le strade: alla fine dell’inverno c’è la corsa per la colonizzazione dei siti di riproduzione e il più delle volte le pozze o gli stagni sono circondati da strade. Ad ottobre invece i poveri rospi ritornano nei siti più idonei al superamento della stagione avversa ed è facile trovarli investiti.

    Un cervone

    Anche i serpenti sono oggetto di “oficidi”: biacchi (le cosiddette bisce), ma anche cervoni e vipere sono all’ordine del giorno. Quest’ultimi essendo degli animali a sangue freddo tendono a termoregolarsi sull’asfalto in quanto questo trattiene maggiormente il calore e il più delle volte questa pratica diventa per loro letale.
    C’è chi da questa vicenda trae anche beneficio: sono i cosiddetti spazzini delle strade: corvidi come cornacchie grigie oppure gazze ne approfittano per cibarsi delle carcasse dei malcapitati di turno.
    Altri uccelli invece, hanno adottato una forma di caccia molto particolare: alcuni rapaci notturni (civette, barbagianni) attendono il transitare delle automobili per cacciare le loro prede, le quali, spaventate dal rumore delle auto, fuggono sulla carreggiata. Spesso riescono a cavarsela, ma molti sono gli uccelli abbattuti da impatto con autoveicoli.
    Purtroppo questo è un fenomeno difficile da arginare: sarebbe necessario costruire corridoi ecologici atti al passaggio naturale degli animali, ma comunque la densità di strade asfaltate rimarrebbe troppa. Ci sono molti progetti da parte di naturalisti e volontari ambientalisti con i quali, nei periodi di alta attività delle specie oggetto di studio, si attuano misure di tutela e di salvaguarda per limitare al minimo le perdite. Si auspica che prima o poi vengano trovate le soluzioni più idonee per favorire la coesistenza  tra tutti gli abitanti del medesimo territorio.
    Molto importante è l’azione di pronto intervento e di segnalazione che deve essere effettuata da tutti contattando numeri del Corpo Forestale dello Stato 1515, della Polizia Provinciale e dei Carabinieri 112.

    Giovanni Capobianco

    Articoli correlati

    “Seta e acciaio”: a Piedimonte Matese le donne raccontate tra arte, memoria e sport. Presente la pugile Angela Carini

    11 Marzo 2026

    Strade Maestre, la scuola che cammina fa tappa sui Monti Trebulani

    11 Marzo 2026

    Germogli di speranza. Scarica il sussidio della Caritas dedicato all’anima

    6 Marzo 2026

    A Piedimonte Matese la “Pizza di Beneficenza” organizzata dai Salesiani

    26 Febbraio 2026
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    • Luigi su “Dalla laurea alle stelle” la storia di Matilde Italiano, da Piedimonte Matese a Zurigo
    • angelo papale su Civiltà transumanti. Il film di Anna Kauber in anteprima nazionale a Piedimonte Matese
    • Domenico su Presentato alla stampa molisana il Parco Nazionale del Matese
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Privacy Policy
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

     

    Caricamento commenti...