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Chiesa di Alife-Caiazzo, ritrovati e cammina!

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Dalla Memoria alla Testimonianza. Spenti i riflettori del Convegno, si accende la speranza sul futuro della Diocesi

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Concluso il convegno diocesano di Alife-Caiazzo, l’evento che ha riacceso il vivace dibattito e conferito nuovo dinamismo alla progettualità, alla missione e alla speranza della Chiesa locale. Due giorni di riflessione, storica e pastorale, in cui sacerdoti e laici hanno fatto sintesi non solo della storia della Diocesi ma messo in luce anche negatività e positività degli ultimi venticinque anni.
Un anno fa l’apertura della porta del Giubileo dava inizio in maniera celebrativa ad un tempo da cui si attendeva la “rivisitazione” e il rilancio dell’azione pastorale sul territorio e una nuova coscienza di cristiani impegnati. I pellegrinaggi programmati dalle foranie – che hanno favorito lo scambio e il confronto tra comunità limitrofe – i corsi per operatori pastorali, il lavoro intorno al Dizionario dei nomi (che raccoglierà le storie di uomini e donne protagonisti nella chiesa locale dal 1861 al 1986) hanno riacceso il sogno di una Diocesi viva, che cammina verso il futuro, non senza tener conto del difficile momento sociale ed economico in cui è coinvolto il Paese.
Trecentocinquanta i partecipanti al convegno considerando anche l’alternanza dei delegati nei due giorni di lavoro, due dirette streaming, catechisti, ministri straordinari dell’eucarestia, insegnanti di religione, animatori della liturgia, religiosi e religiose, clero secolare, seminaristi, anche un buon numero di laici “non delegati” ma seriamente motivati all’ascolto e al confronto, sindaci e loro rappresentanti. Tutto questo è stato il convegno e non solo.

Al tavolo dei relatori il prof.Sergio Tanzarella, S.E.Mons.Valentino Di Cerbo, la dott.ssa Cristina Palumbo, presidente diocesano di AC e moderatrice dell’evento

Filo conduttore delle due giornate, gli interventi dei relatori, il professore Sergio Tanzarella e don Emilio Salvatore; a chiudere i lavori, le parole decise e insieme commosse del Vescovo, S.E.Mons.Valentino Di Cerbo. Interventi moderati e introdotti, sintetizzati e riproposti talvolta come provocazione ai presenti dalle parole del presidente di Azione Cattolica Cristina Palumbo.
E’ storica la relazione di Tanzarella, che svela ai presenti in maniera analitica – frutto di ricerche e risultati inediti – l’identità di una Chiesa “moderna” e lungimirante sin dai tempi del Concilio, fino alle intuizioni di Mons. Angelo Campagna di fare cioè di due ex diocesi una nuova realtà ecclesiale e in essa realizzare il progetto pastorale che nel Convegno interdiocesano del settembre del 1980 mosse i primi passi: «Mons. Angelo Campagna è stato l’autore e il divulgatore del primo progetto pastorale della storia della vostra Diocesi (…) “Insieme in novità di vita”. (…) Aveva compreso, tra i primi, non solo l’importanza ineludibile di un piano pastorale diocesano comune a quelle che allora erano ancora due Diocesi distinte, ma aveva compreso la necessità di far scaturire tale piano pastorale dalla riflessione e dall’apporto di tutte le componenti della Comunità ecclesiale diocesana; aveva compreso una verità profonda eppure speso disattesa: che un piano pastorale, prima ancora di essere strumento di consolidamento della comunione ecclesiale deve essere il segno di una comunione che, almeno in un nucleo fondante della comunità, già è in atto, già è produttiva».
A distanza di venticinque anni si impone la riflessione che don Emilio Salvatore ha sintetizzato raccogliendo il contributo emerso dai confronti parrocchiali e foraniali, fino a poter affermare la necessità di una Chiesa, nella sua componente laica e religiosa, “obbligata” ad uscire  dal tempo sopito degli ultimi anni, “una situazione drammatica – che egli definisce un kairós, un’occasione provvidenziale per camminare sui sentieri di Dio con fiducia”. Laici formati e sacerdoti coraggiosi: questo l’invito che don Emilio Salvatore propone in conclusione del suo intervento, che ha successivamente dato spazio al dibattito. E’ da questo momento che l’assemblea si mostra fiduciosa e dubbiosa insieme: gli strumenti della progettazione, e le sue direzioni, i destinatari: queste le richieste che vengono dai presenti. Attese a cui ha risposto in chiusura Mons.Valentino Di Cerbo, coinvolgendo tutti nella elaborazione del piano pastorale “che il Vescovo non fa da solo se non confrontandosi e lavorando di fianco a voi”.
Parte da obiettivi concreti, il Pastore di Alife-Caiazzo contando – per la loro realizzazione – sull’efficienza degli uffici pastorali della Diocesi che in due anni ha rilanciato e rinnovato, sul lavoro operativo dei Consigli pastorali parrocchiali,  motore di ogni parrocchia, all’impegno per la scoperta e la promozione dei carismi e dei ministeri (puntando a più mirati percorsi vocazionali) e alla continuazione della Visita pastorale avviata dal predecessore Mons. Pietro Farina. Catechesi e carità saranno gli ambiti privilegiati e interessati dal dinamismo concreto che il Vescovo ha chiesto ai presenti non senza l’aiuto e il supporto necessario fatto di strumenti e formazione utili alla loro “messa in opera”. Un cantiere aperto è l’immagine che il Vescovo attribuisce alla sua Diocesi, dove il sacrificio, l’impegno, la sensibilità, il dolore e l’amore per Cristo che animano sacerdoti e laici di questa terra edifichino una Chiesa nuova, una Chiesa di servizio.

Clicca per scaricare gli interventi dei relatori e del Vescovo

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