Home Curiosità Salti di gioia e di qualità. La storia di Giovanni Ravone

Salti di gioia e di qualità. La storia di Giovanni Ravone

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Prima calciatore, poi cameriere di “Sua Maestà”, oggi esperto di alta finanza.
E’ la storia di un giovane “artista” di questa terra che adesso vive e lavora a Manhattan

Giovanni girovago ora vive e lavora a New York dove è arrivato il 18 agosto. La sua è una storia che parla di impegno: studio, lavoro, amici, sport senza mai staccare la spina. Da pochi giorni – da quando lavora presso l’Investment Banking per Citigroup/City Private Bank a Manhattan – le cose sono cambiate. Giacca e cravatta sono d’obbligo per un Analista di credito che ha a che fare con le aziende di mezzo mondo tramite il grande Istituto di credito statunitense. Tuttavia la vita accesa della grande mela gli consente di andare oltre gli schemi di giovane impegnato nella grande finanza e di distrarsi…nel tempo libero.
Procediamo con ordine, dall’inizio fino ad oggi.

Venerdì 10 agosto 2012
Giovanni Ravone è nato il 5 giugno del 1990. Vive con la famiglia a Piedimonte. A 14 anni lascia i genitori per trasferirsi a Termoli dove gioca a calcio. Dopo qualche anno, a causa di un infortunio ritorna a casa e frequenta il Liceo Scientifico “G.Galilei”. Dopo gli studi superiori, la svolta.
«Durante gli anni a Termoli, la mia compagna di banco mi trasmise una passione – allora ingiustificata – per Londra che negli anni è cresciuta fino a portarmi lì». Seguono ripetuti viaggi di piacere oltre Manica e poi l’università.
«Ero intenzionato ad iscrivermi alla Luiss a Roma, dove superando un difficile test in lingua inglese mi sarei garantito una borsa di studio per il primo anno. Studiare all’estero mi sembrava prematuro. Arrivai secondo, ma rimanere a Roma mi sarebbe costato molto. In meno di ventquattr’ore decisi di partire e feci le valigie. Non mi piace vivere di rimorsi… Dovevo assecondare quel sogno…» In Inghilterra frequentala University of Westmister e si laurea in Gestione aziendale con una laurea specialistica in Finanza. Gli esami scritti e rigorosamente anonimi (all’estero è un’abitudine!) gli facilitano il confronto con i docenti garantendo l’imparzialità del giudizio in sede d’esame. Un vantaggio che Giovanni sa sfruttare mentre perfeziona le sue esposizioni linguistiche. Studio, ma soprattutto tanto lavoro: tramite una nuova conoscenza si cimenta infatti come cameriere. In divisa, serve ai tavoli del Royal Automobile Club che vanta tra i suoi soci la principessa Anna, figlia di Elisabetta II, «che ho avuto il piacere di servire al tavolo in alcune occasioni, e potermi rivolgere a lei col titolo di “Sua Maestà”. Niente male no?».
Da qui il salto fino a Manhattan dove grazie ai suoi risultati universitari entra a far parte di un programma internazionale che ha chiamato a raccolta giovani di tutto il mondo, ma solo due italiani, di cui uno è proprio Giovanni. Ora lavora, mentre dalle finestre del suo ufficio scorge la vita nei grattacieli di fronte.

Lunedì 10 settembre 2012
(…) La voglia di andare avanti l’ha condotto fin qui nonostante tante volte abbia pensato di mollare, abbia avuto paura ad essere solo. Il suo sogno è stato più grande dei dubbi.

In futuro
«Spero di poter dare concretezza alla mia più grande passione: la tecnologia. Sogno la California, sede di grandi marchi del settore. Mi piacerebbe diventare un big e mettere in piedi un’azienda tutta mia. Magari…!».

Il resto continua su Clarus n.9-2012

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