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    Home»Attualità»Raviscanina, il campo sportivo diventa discarica
    Attualità Territorio

    Raviscanina, il campo sportivo diventa discarica

    Redazione14 Ottobre 2012Nessun commento

    Si fa presto a usare espressioni come “bene comune” e “patrimonio pubblico”. Parole ad effetto di cui si abusa fino all’inverosimile, come dimostra la sconcertante (e sconfortante) documentazione fotografica realizzata questo pomeriggio al campo sportivo di Raviscanina. Una posizione invidiabile: struttura immersa nel verde, soleggiata, un centro polifunzionale con campetti di calcio, da tennis e da calcetto, locali per docce e spogliatoi.
    Accade, però, che una parte dell’impianto, quella adiacente il campo da tennis, sia completamente in disuso e utilizzata, a quanto pare, dal Comune per il deposito di cassonetti non più utilizzabili, mentre la parte più ampia delle strutture, quella che insiste sul terreno di gioco del campo da calcio maggiore è divenuta addirittura una discarica a cielo aperto, da un lato, e un’area di stoccaggio comunale dall’altro. Al di là della recinzione posta sul ciglio della strada, infatti, a portata di auto c’è di tutto: dagli immancabili elettrodomestici a mobilio di vario tipo, passando per una lunga sfilza di rifiuti di ogni genere.
    C’è veramente l’imbarazzo della scelta. Tutto abbandonato a poche decine di metri dal terreno di gioco. Poco distante, due cassoni carrabili quasi pieni di immondizia di ogni tipo. Senza alcuna copertura, senza alcun adattamento di protezione. Come se non bastasse, anche i locali per le docce  e gli spogliatoi sono, oltre che accessibili a chiunque (i cancelli, infatti, sono aperti e alcune zone della recinzione divelte), ridotti in un mortificante stato di abbandono e degrado: servizi igienici asportati o distrutti, sporcizia ovunque, locali impraticabili. Un vero e proprio scempio, dove l’inciviltà di tanti cittadini e il vandalismo imperante sembrano essere tollerati di buon grado dall’amministrazione comunale: un luogo deputato allo sport, ai giovani, al tempo libero, ridotto a discarica e devastato in ogni suo interno, senza che nessuno si preoccupi quanto meno di chiudere i cancelli e di installare un impianto di videosorveglianza. D’altronde, una riflessione viene spontanea: se il Comune autorizza la presenza e l’uso dei cassoni scarrabili all’interno del proprio campo sportivo, come multare  i cittadini che abbandonano i rifiuti lanciandoli dalla recinzione? “Bene comune”, “patrimonio pubblico”. Temi tanto in voga in convegni e dibattiti. Ma, a quanto pare, solo a parole.

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