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Diocesi. Catechisti e ragazzi in rete. Perchè no?

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Due giorni di confronto e aggiornamento sugli strumenti della comunicazione sociale

Due giorni di laboratorio per i catechisti della Diocesi di Alife-Caiazzo che sabato e domenica si sono misurati con linguaggi e tecniche dei nuovi mezzi di comunicazione sociale. L’incontro (Medi@ndo. Educatori al passo coi tempi) curato dall’Ufficio Catechistico diocesano (UCD) in collaborazione con l’Azione Cattolica, è stato pensato come un vero e proprio momento formativo dove si sono alternate teoria e pratica: il relatore, don Nicola Di Bianco (docente di Teologia e Informatica presso lo Studio Filosofico-Teologico “Giovanni Paolo II” del Seminario Metropolitano di Salerno) ha infatti relazionato su L’Uomo e i mezzi di comunicazione sociale e Chiesa e internet, mentre ai responsabili diocesani di Azione Cattolica è stata affidata la guida dei laboratori multimediali in cui i catechisti presenti si sono cimentati nella messa in opera di power point, ricerca in internet e fogli di informazione. 
L’incontro ha rappresentato la possibilità di confrontarsi, conoscere, migliorarsi anche fuori dai consueti confini della parrocchia, in una esperienza “allargata” di comunità, quella diocesana, che si arricchisce e cresce solo grazie al contributo di quanti ne fanno parte e in essa, a vario titolo, hanno la responsabilità di educare. Lo ha sottolineato don Emilio Meola, direttore dell’UCD, in apertura dei lavori: “L’incontro  vuole anche essere una risposta a quanto emerso dal Convegno diocesano in cui la parola chiave è stata: formazione. Questo momento nasce dalla necessità di aggiornarci sui mezzi che possiamo utilizzare nel delicato compito di fare catechesi. Se da una parte è vero che il “centro” della catechesi è sempre lo stesso e cioè Gesù Cristo, è pur vero che i linguaggi e i modi di comunicare e coinvolgere i nostri ragazzi necessariamente debbono essere sempre aggiornati e rivisitati. (…) Oggi i nostri ragazzi e i nostri giovani vivono altre esperienze di comunicazione e a noi spetta il compito di non esimerci dall’annuncio, con lo stesso linguaggio da essi conosciuto. (…)” E’ la necessità di cambiare, rompendo i consueti schemi e metodi di lavoro che ha spinto l’Ufficio a pensare ad un simile programma di formazione, tuttavia l’incontro – quanto alle presenze – non ha dato la risposta sperata: “Saluto anche con maggiore affetto tutti quelli che per vari motivi hanno disertato questa assemblea, preferendo non rompere la consuetudine di certi schemi e modelli che oggi, in questi minuti, li trattengono nelle parrocchie di appartenenza. L’aggiornamento e la formazione talvolta non sembrano necessari per crescere nelle relazioni con le nuove generazioni e si continua a restare ancorati a metodi e tradizioni  non più accettabili né proponibili”.
Spazio dunque alla modernità, alla comunicazione di massa a cui la Chiesa guarda con ammirazione e riconoscenza: una nuova finestra di dialogo con il mondo e le generazioni, fatta di rischi e buone prospettive, di inciampi e false illusioni, di scambi e positivi confronti: al catechista il compito di educare a leggere, interpretare e discernere nel mondo virtuale ciò che è vero da ciò che è non lo è. In questo, l’intervento di Don Nicola Di Bianco, ha progressivamente condotto i presenti (nei due giorni sono stati in totale una cinquantina), ad una nuova “confidenza” e approccio critico con internet, chat, siti e motori di ricerca. “Il nuovo mondo che sta nascendo – ha spiegato Di Bianco – esige un’attrezzatura culturale solida, che ci consenta un loro uso corretto ed eticamente lecito. Di seguito, pertanto, esamineremo gli aspetti etici e culturali di un simile trapasso epocale, che può, certamente, essere paragonato ad una vera e propria rivoluzione, così come fu per gli antichi  l’invenzione della ruota, o della scrittura, o per riferirci alla storia più recente, come fu per gli uomini dell’ultimo millennio, l’invenzione della stampa o dei primi manufatti industriali. Siamo consapevoli che le nuove tecnologie rappresentano un vero e proprio nuovo alfabeto, che porta con sé un nuovo linguaggio, attraverso cui l’uomo potrà costruire un mondo nuovo, ma appare evidente che il nuovo linguaggio, in via di formazione, dovrà avere delle regole capaci di autodisciplinare il progresso umano”.
Intervento che mette in guardia catechisti ed educatori dall’utilizzo di linguaggi e metodi sorpassati anche nella catechesi, ma che chiede un progressivo aggiornamento delle proprie capacità che non sono altro che strumenti per entrare in relazione e comunione con i ragazzi e i bambini di cui si ha cura.
Effetti positivi e negativi del web è stato il tema che domenica ha acceso la riflessione sulle possibilità sempre più frequenti di confronti e dialoghi in internet, anche in spazi e piattaforme religiosi. Cristianizzare la rete: compito primo dei battezzati che vivono il web e non viceversa, come impone il costume di massa che fa della rete (liquida e anonima) la regista di vite e scelte.
Di Bianco individua così i rischi della religione via web: “In primo luogo la comunicazione “in rete” permette di stabilire legami sciolti, di scegliere di costruirsi la propria religione selezionando gli elementi voluti e modellandoli secondo i propri gusti. Si sviluppa una concezione di Chiesa come prodotto di un consenso e si vive un’appartenenza estremamente fluida. La chiesa mediatica è una Chiesa meno normata, dove non c’è posto per una gerarchia; tutti i soggetti sono ugualmente comunicatori e recettori, nessuno può arrogarsi il titolo di maestro della verità. D’altra parte una Chiesa che si apre ai mezzi di comunicazione di massa è una Chiesa più visibile che amplifica il senso di appartenenza, pur correndo il rischio di rendere questa appartenenza passiva e tendenzialmente solitaria”. Equilibri che si alternano oggi più che mai, ma che chiamano in causa la maturità e la responsabilità di ciascuno di fronte ad un click piuttosto che a un altro.
S.E. Mons.Valentino Di Cerbo, presente domenica all’incontro, ha voluto condividere e sostenere l’iniziativa che si pone come un ulteriore passo avanti, “un’occasione da custodire per essere al passo coi tempi, aperti e entusiasti delle novità, ma anche sentinelle vigili sulla modernità e sulle vite dei giovani che abbiamo a cuore”. Nello scambio conclusivo di pareri il Vescovo ha lanciato l’idea di una “replica” all’incontro “perchè non temiamo di crescere…e di crescere insieme”.
In chiusura dei lavori, don Emilio Meola ha presentato e inaugurato il sito dell’Ufficio Catechistico diocesano (http://ucd.diocesi-alife-caiazzo.it/)pensato come una sorta di diario di viaggio dove trovare o lasciare materiale e suggerimenti utili a tutti, e dove – attraverso i forum attivi- sarà possibile un più frequente scambio di pareri.

Le relazioni del Prof.Nicola Di Bianco
Uomo e mezzi comunicazione sociale di Nicola Di Bianco
Chiesa e Internet di Nicola Di Bianco

 

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