Ad eseguire sarà il Gruppo Vocale e Strumentale “Ave Gratia Plena”, con strumenti copie di quelli medievali
Il termine “polifonia” individua la tecnica di scrittura musicale a più linee melodiche contemporanee, affidate alla voce e/o agli strumenti. Purtroppo, spesso è confusa con “canto a più voci”, divenendo così, ma impropriamente, quasi sinonimo di cantare in coro. La polifonia fu l’invenzione più straordinaria dell’Europa Medioevale in campo musicale; quella che, dal IX secolo in poi, ha differenziato e caratterizzato in modo univoco la musica dell’Occidente da quella di ogni altra civiltà. Nacque, manco a dirlo, dalla prassi del canto liturgico cristiano (quello che noi chiamiamo impropriamente gregoriano) e, mediante quasi cinque secoli di ininterrotto lavorio, giunse alla perfezione “classica” del magistero compositivo di Giovanni Pierluigi da Palestrina. Naturalmente, come tutti i linguaggi nuovi nel campo dell’arte (si pensi alle avanguardie artistiche del XX secolo) come “invenzione” impiegò tempo per affermarsi e, soprattutto, attraversò un lungo periodo di sperimentazione e di esplorazione di strutture, forme e tecniche. Quando, ai primi del Trecento, il gusto musicale maturò altre scelte estetiche (tanto da etichettare lo nuovo stile come “Ars Nova”) il periodo musicale appena concluso fu bollato come “Ars Antiqua” .Associazione Culturale “Francesco Durante”
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