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Il nazifascismo in Alto Casertano

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Riceviamo e pubblichiamo dal signor Giuseppe Pace di Padova, il racconto delle stragi naziste in Alto Casertano

Molti comuni della Diocesi d’Alife-Caiazzo hanno subito lutti dal nazifascismo, dopo l’8 settembre 1943. Caiazzo però, più di tutti, subì la strage di 11 bambini innocenti accanto ad altrettanti adulti in un casolare periferico.
In “La vendetta tedesca 1943-1945. Le rappresaglie naziste in Italia”, l’autore Gerhard Schreiber, illustra che tra il settembre 1943 e il maggio 1945 migliaia di italiani, tra civili e militari, furono uccisi da militari della Wermacht, dalle SS e dalla polizia tedesca. Gerhard Screiber ricostruisce la storia di quei crimini ancora rimossi dalla coscienza collettiva tedesca ma ancora vivissimi in questo periodo che nelle scuole ed altre istituzioni italiane si ravviva la memoria delle deportazioni nei lager e dei civili, più che militari, barbaramente uccisi da alcuni ufficiali e truppe tedesche. Già si è spesso scritto di evoluzione della specie Homo sapiens. Invece va analizzata e ricordata, per non ripeterne gli errori, anche l’involuzione culturale dell’Homo sapiens. A Padova, un parroco, deportato in un lager nazista e al ritorno volle, fortissimamente volle, edificare un Tempio alla Memoria dell’Olocausto: Tempio con Sacrario e Museo dell’Internato Ignoto di Padova. Tra i resti e le pietre monumentali vi è anche il ricordo di Mafalda di Savoia, pure deportata in lager nazista oltre a molte pietre tombali di militari tedeschi morti in Italia e dei quali le famiglie hanno donato marchi per la memoria dei loro cari. Il prete citato, Mons. Giovanni Fortin, donò al Comune di Padova molto terreno per le Case di Riposo degli Anziani, dirette dall’ex Senatore patavino Tino Bedin. Davanti al Tempio dell’Internato Ignoto di Terranegra di Padova, è stato realizzato il Giardino dei Giusti con pianticelle che ricordano molti nomi di benefattori degli Ebrei per averli aiutati dalle rappresaglie naziste e tra questi il padre di Piero Angela, che da Medico di Torino aiutò tanti Ebrei a nascondersi dalla deportazione nei campi di sterminio, che hanno sconvolto il mondo dopo l’occupazione della Germania nazista da parte dell’Armata Rossa e di quelle degli Alleati. A Padova il tempio suddetto sorse nel 1955 per volontà del parroco di Terranegra mons. Giovannni Fortin internato durante il conflitto a Dachau e sopravvissuto. Il 13 settembre 1999 il Presidente del Senato consegnò la medaglia d’oro al valor militare conferita dall’allora Presidente della Repubblica Italiana alla memoria dell’Internato Ignoto. A Padova si ricorda un altro Grande tra i Giusti, Perlasca, che aiutò molti Ebrei a fuggire come spesso menziona il figlio. A Caiazzo il 13 ottobre 1943, circa 70 anni fa, 22 civili di cui 11 bambini vennero trucidati dall’esercito tedesco in un casolare della frazione di San Giovanni e Paolo. Di questa strage hanno lasciato scritto Dante Marrocco in “La guerra nel Medio Volturno nel 1943”; G. Agnone e G. Capobianco, “La barbarie e il coraggio. Riflessioni sul massacro nazista dei S.S. Giovanni e Paolo, Caiazzo, 13 ottobre 1943”; Antimo Della Valle, “Caiazzo non perdona il Boia Nazista. La strage dimenticata (13 ottobre 1943)”; P. Albano, Diario di un pubblico ministero. Sentenza della Corte di Assise di Santa M. Capua V del 25 ottobre 1994, n. 3/94 Registro Generale. Anche a Letino nell’alta valle del fiume Lete, vicino al Mulino, furono fucilati alcuni giovani da due sbandati militari tedeschi che li videro dalla piazzetta del paese, davanti la chiesa di San Giovanni Battista.
Altri letinesi, scambiati per spie, furono fucilati alle Secine e qualcuno morì da esplosioni di mine in località Tufo. Il vicino paesetto di Gallo Matese, della Diocesi d’Isernia (anche nel periodo 1927-45 quando Letino e Gallo furono amministrati dalla Provincia di Campobasso e Piedimonte d’Alife da Benevento), ospitò le truppe marocchine per la battaglia di Montecassino. Il Comune di Gallo Matese aveva allora una popolazione più numerosa di Letino: nel 1861 Gallo aveva 2.272 residenti e Letino solo 1.207; nel 1961 2546 e 1346; poi inizia lo spopolamento, fino agli attuali  quasi 700 abitanti di Gallo e circa 750 di Letino, anche se i presenti sono in numero minore per i molti lavoratori stagionali. Il comune salernitano di Campagna (SA), dove cantò messa il filosofo nolano Giordano Bruno (messo al rogo a Roma nel 1600) ha subito atroci rappresaglie tedesche. L’onorificienza concessa a Sparanise (CE), ci ricorda altri eccidi voluti dal pazzoide di A. Hitler e commessi soprattutto dalle fedelissime SS: «Nel corso della seconda guerra mondiale, importante centro per la raccolta e la deportazione di prigionieri, veniva sottoposto ad indicibili sofferenze che culminavano nell’eccidio di trentacinque cittadini barbaramente fucilati dalle truppe tedesche in ritirata.». Caiazzo, Letino, Campagna, Sparanise, ecc. sono alcuni dei comuni dove il nazismo con la ideologia dominante del pangermanesimo e del super io, dimostrò un’involuzione e non una evoluzione della cultura dell’Homo sapiens, che ancora oggi fa fatica ad uscire dalla propria tribù con la sola lingua materna se non aiutato dalla società che ripone nella scuola molte speranze di miglioramento dei giovani, che devono conoscere il proprio vernacolo, la lingua nazionale e anche almeno una lingua estera. In queste settimane verranno distribuiti gli ultimi fondi dello stanziamento da parte delle banche svizzere di 1,25 miliardi di dollari per i sopravvissuti dell’Olocausto. Dopo 15 anni, si esaurisce così una enorme impresa di “rimborso” che ha visto il versamento di circa 1,3 miliardi di dollari, come ha affermato il giudice federale americano Edward Korman in un’intervista al Beobachter. “È stato necessario realizzare un numero incredibile di ricerche dato che le banche avevano distrutto molti documenti sui conti in giacenza risalenti al periodo nazista”, ha detto Korman. Secondo cui ne è però valsa la pena: “Abbiamo fatto la miglior giustizia possibile e sostenuto le necessità dei più bisognosi”.
È inoltre stato possibile riscoprire il comportamento delle banche svizzere durante la seconda guerra mondiale. I soldi, versati nel 1998 da UBS e Credit Suisse in un apposito fondo, sono stati distribuiti a oltre 452.000 vittime del nazismo e ai loro eredi. Ben poca cosa rispetto agli affetti perduti soprattutto dei piccoli figli e nipoti degli uccisi e deportati. L’involuzione culturale non è un ritorno all’animale uomo, ma un procedere verso culture antiuomo, che spesso albergano bene in filosofie del super io adattate da un fanatico come fu A. Hitler e pochi suoi gerarchi, processati a Norimberga e condannati.
Milioni di Ebrei cancellati atrocemente nei lager nazisti ancora non hanno visto puniti tutti i loro carnefici. Il perdono è una qualità umana, ma la memoria va ravvivata perché vince la morte e non dà spazio all’oblio. Anche nel mio recente saggio, dedicato a Piedimonte Matese in particolare, ho scritto una dedica ad un Sacerdote locale per valorizzare la memoria che non è solo ancella dell’eternità, ma ravviva la cultura con la c minuscola e maiuscola. Nel capitoletto dedicato alla storia locale del periodo fascista ho evidenziato che il noto regista C. Ponti nel film “La Rappresaglia” fa dire ad un Cardinale che non andava fermato l’eccidio delle Fosse Ardeatine perché il nazismo aveva fermato il comunismo. Anche nel film Il Cardinale, ambientato in Austria vi sono altre cose insolite di cui poco si parla e si preferisce ancora tacere per non animare gli animi. Solo dopo qualche secolo dai fatti storici la serenità di giudizio appare più clemente, ma l’olocausto fu il primo della Storia sociale dell’Uomo e speriamo anche l’ultimo, bisogna vigilare perchéla Democrazia si costruisce e si ravviva giorno per giorno,  non si eredità soltanto come più di qualcuno erroneamente crede.

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