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Il canto del liceo James Joyce a Roma, Piedimonte partecipa al fianco del coro

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La Redazione – Complice il clima tutto sommato mite, e una compagnia di tanti amici, il viaggio a Roma del Liceo Linguistico paritario James Joyce è stato un vero successo, oltre che un’occasione di crescita e di arricchimento personale per il gruppo di studenti dell’Istituto pedemontano che, rispondendo all’invito di don Lucio D’Abbraccio, ha animato con il canto la solenne celebrazione eucaristica  presieduta dal Vescovo diocesano Mons.Valentino Di Cerbo, presso l’altare della Cattedra di Pietro nella Basilica Pontificia.
Ad unirsi al coro del Joyce nella trasferta a Roma, l’insegnante di canto, M.o Marianna Della Paolera, la preside dell’Istituto Pasqualina Di Lullo e il responsabile Umberto Geremia, oltre ad amici e familiari e un numeroso gruppo di soci del Centro Polivalente Terza Età di Piedimonte Matese. Questi ultimi accompagnati personalmente dal loro presidente Enzo Grande, dal sindaco della città Vincenzo Cappello, dall’assessore Marcellino Iannotta, e dal Presidente della Comunità Montana Fabrizio Pepe, in mattinata hanno reso omaggio alle Fosse Ardeatine, visitando i luoghi della strage nazista. Dopo il pranzo la visita alla Basilica di San Pietro e successivamente la Santa Messa. Tre i pullman di amici giunti nella Capitale. Oltre a quello del centro Terza Età anche due con i coristi e i loro parenti. Un momento decisamente importante per la corale del Joyce, per la prima volta in Basilica, che ha raccolto l’attenzione di qualche fedele straniero di passaggio, ma soprattutto gli apprezzamenti degli amici piedimontesi, così tanti da riempire ogni banco presente all’ombra del baldacchino del Bernini, dai più giovani ai quelli più grandi. Occasione di coinvolgimento a tutto tondo, come ha evidenziato la preside: “Per i ragazzi è un onore essere qui, è un momento di realizzazione personale e di coinvolgimento di ognuno di noi in questa bella avventura“.
Concisa ma efficace l’omelia di Mons. Di Cerbo centrata sui temi della Fede e della Resurrezione: “Per noi credenti la Resurrezione non è solo un fatto storico ma è legata alla nostra Fede, la Fede che nasce dal mettersi in ascolto di Dio per fare propria la sua logica. Porre il Risorto al centro della nostra vita ci trasforma in annunciatori delle cose belle del mondo, i nostri gesti diventano segno di salvezza per i nostri fratelli“.
Le melodie interpretate dal coro sono state in lingua inglese, musica gospel di carattere liturgico che fa parte del repertorio di questo gruppo di studenti, in cui compare anche qualcuno già diplomato che non è riuscito a separarsi da questa “famiglia” e continua a cantare con grande energia e partecipazione, una peculiarità della corale come spiega il Maestro Marianna: “La giornata è stata entusiasmante,  i ragazzi hanno accolto questa esperienza con la grinta e la passione che da sempre li accompagna“. La felice comitiva ha potuto anche pregare dinanzi alla nuova tomba di Papa Giovanni Paolo II situata nella Basilica.

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