Home Curiosità Dilaga la moda delle sigarette elettroniche. Fanno davvero bene?

Dilaga la moda delle sigarette elettroniche. Fanno davvero bene?

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Il Dottore Luigi Ferritto, pneumologo presso la clinica Athena spiega i limiti e i rischi delle sigarette elettroniche

Anche nel Matese, come nel resto d’Italia, prende sempre più piede la mania della sigaretta elettronica. Secondo stime nazionali sarebbe il 7% dei fumatori ad essersi convertito alla e-smoke, un numero, però, che sembra destinato a salire. A preferire la bionda elettronica sono soprattutto i più giovani, quelli cioè più propensi ad abbandonare le vecchie abitudini, ma anche qualche incallito fumatore che cerca di lasciarsi alle spalle anni di dipendenza dalla nicotina. Nei vari comuni i punti vendita si moltiplicano a testimonianza del successo che il prodotto sta avendo. La sigaretta elettronica è più salutare rispetto a quella tradizionale. Un’affermazione che non trova, però, tutti concordi. E’ ancora aperto, infatti, il dibattito per capire l’effettivo danno che l’organismo può subire. Un nuovo studio e nuove prove, questa volta contro l’uso della sigaretta elettronica: copia hi-tech della tradizionale “bionda”, vapore acqueo e cartuccia alla nicotina. Per molti un modo per smettere con il fumo o almeno per non aspirare le sostanze tossiche sprigionate dalla combustione del tabacco. Nei giorni scorsi una ricerca presentata durante il Congresso europeo dei cardiologi aveva riaperto il dibattito grazie ad uno studio greco, dai numeri molto ristretti, che aveva promosso le e-cigarettes: nessun problema su cuore e arterie. Adesso un altro studio, ancora una volta greco, proveniente dall’Università di Atene, presentato durante la conferenza della European Respiratory Society (Ers), che si è tenuta a Vienna, rilancia: dopo dieci minuti di boccate dalla sigaretta elettronica è possibile misurare una resistenza all’aria delle vie aeree (bronco-costrizione) che va dal 182 al 206%. Valori registrati su soggetti sani attraverso la spirometria e che sono stati rilevati fino a 10 minuti dopo aver usato la sigaretta elettronica. Lo studio ha riguardato 23 fumatori, 11 con valori mediamente nella norma e 13 affetti da Bpco o asma.
Nel caso dei pazienti con Bpco e asma, l’uso della sigaretta elettronica non cambia i risultati della spirometria. Studi contrastanti, che però hanno spesso in comune il difetto di un numero di partecipanti esiguo e che richiedono sicuramente approfondimenti più ampi. Non sappiamo ancora se questi dispositivi siano più sicuri rispetto alle sigarette normali, nonostante vengano sponsorizzati così. Questa ricerca ci aiuta a capire come questi prodotti possano essere potenzialmente dannosi. Si è rilevato un immediato aumento della resistenza delle vie aeree nel gruppo di partecipanti, il che suggerisce che le sigarette elettroniche possono causare un danno immediato dopo che sono state utilizzate. Saranno necessarie ulteriori ricerche per capire se questo danno abbia anche effetti nel lungo termine.
Il fenomeno delle sigarette elettroniche dilaga, mentre il dibattito sul loro reale supporto nello smettere di fumare ancora aperto. Di recente, un altro studio italiano del Centro Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Università di Catania ha valutato positivamente il ruolo delle sigarette elettroniche nel far cessare il vizio del fumo anche nei forti fumatori. Grazie alle e-cig i ricercatori, spiegano sul Journal of Medicine Case Report , sono riusciti a far ridurre il numero di sigarette fumate o a far smettere di fumare forti fumatori (oltre 30 sigarette al giorno) per un periodo che si è protratto anche fino a sei mesi.
Proprio per questa diatriba aperta sulla nocività o no della sigaretta elettronica, dopo una prima fase di studi, il Ministro della Salute Renato Balduzzi ha rotto gli indugi e ha firmato un’ordinanza di proibizione che entrerà in vigore il 23 aprile. Fino a quella data sarà vietata la vendita di questi dispositivi ai clienti al di sotto dei 16 anni, dopodiché l’asticella sarà fissata alla maggiore età.

Dr. Luigi Ferritto

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