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La Svizzera ci chiude le porte

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Anche da Baia e Latina nell’ultimo anno intere giovani famiglie o parti di esse hanno preso la strada verso nord

Uno dei manifesti della campagna xenofoba

La Redazione – Ieri il quotidiano Repubblica ha dedicato due pagine intere alla questione “Italia-Svizzera” che vede il Canton Ticino in rivolta contro i numerosi arrivi di frontalieri o emigranti in genere in cerca di lavoro. Le cifre parlano chiaro: gli italiani che hanno raggiunto la Svizzera nel 2012 sono letteralmente raddoppiati rispetto all’anno precedente. Il settore terziario è quello che richiama più persone, ma non mancano all’appello anche professionisti in giacca cravatta: sono questi “tipi” che spaventano di più gli svizzeri, non solo quelli della politica più conservatrice, ma anche i democratici.
La frontiera di Como e Varese è attraversato ogni mattina da migliaia di persone che la sera fanno ritorno in Italia: oltre confine si accontentano di un salario basso rispetto ai cittadini elvetici, ma che portato in Italia fa una bella differenza con quelli nazionali. Gli italiani, data la vicinanza, al momento sono i più numerosi rispetto a greci, portoghesi e spagnoli in cerca di fortuna. Italiani del Nord e del Sud. Anche l’Alto Casertano, ormai da decenni invia, talvolta a malincuore, intere famiglie speranzose in un futuro migliore: un tempo si partiva per rimanere, poi è stato il tempo del lavoro stagionale (e lo è tuttora), mentre adesso, vista la crisi del nostro paese, ritorna l’emergenza di una maggiore stabilità economica, logistica e sociale. Baia e Latina è uno dei comuni che sta mandando in Svizzera il maggior numero di residenti. Si tratta di giovani che tentano lavori artigiani come quelli di giardiniere e falegname: due settori vivi oltralpe e ben remunerati. Per non parlare della produzione vinicola che in tutte le sue fasi di lavorazione è attiva per 12 mesi all’anno.
“Roditori in trasferta” è solo una delle etichette assegnate ai numerosi migranti. Berna chiuderà le frontiere? Si parla di riduzione e maggior controllo nel rilascio dei permessi, ma al contempo si parla anche di ostilità ignorante di fronte a quanto sta accadendo. La campagna xenofoba ha preso il via.

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