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Contro l'aborto resiste il Movimento per la Vita

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Ogni bambino concepito è uno di noi

La logica del dono e la vita è lo slogan della tre giorni promossa dal Movimento per la Vita Federazione Campania dal 26 al 28 aprile a Castellamare di Stabia. A coordinare i lavori Angela Zoccolillo, responsabile regionale del Movimento e della sezione locale con sede a Piedimonte Matese (Centro per la Vita S.Gianna Beretta Molla). Un lavoro che rientra nell’ambito del progetto Opin Leaders che ormai da qualche anno coinvolge gli studenti delle scuole superiori del territorio oltre che nell’attività di volontariato anche in una maggiore sensibilizzazione e promozione sul tema della vita.
Di seguito proponiamo ai nostri lettori l’intervento di  pubblicato su Clarus n.3-2013 (marzo) dopo l’evento promosso dal Centro per la Vita S.Gianna Beretta Molla presso l’IPIA di Alife a firma di Arturo Buongiovanni, vicepresidente Movimento perla Vita, Lazio.

La serata trascorsa con gli amici di Alife e Piedimonte Matese è stata per me una piacevole occasione di conoscenza e di confronto con una realtà ricca di fervore volontaristico e umano, per la quale colgo l’occasione di felicitarmi ancora con sua Ecc.za il Vescovo, di cui ho avuto modo di apprezzare la profonda sensibilità per l’argomento affrontato, ovvero la tutela del bambino concepito e non ancora nato.
Questo bambino, in occasione dell’incontro, lo abbiamo idealmente osservato crescere nel ventre materno, rapidamente e meravigliosamente. Questo bambino è a tutti gli effetti uno di noi. I bambini concepiti, che alla fine della terza settimana di vita hanno già un cuoricino che batte, hanno la stessa dignità dei bambini già nati, ma non vengono trattati con le stesse attenzioni e con lo stesso rispetto. Infatti quando veniamo a sapere che un bambino già nato è a rischio vita, noi ci allarmiamo, ci preoccupiamo, e se possibile ci attiviamo per cercare di evitare che muoia.
Quando invece ad essere a rischio è un bimbo non ancora nato, noi reagiamo diversamente. Quando uno di questi bimbi rischia di essere abortito, noi tendiamo a restare al nostro posto, in una sostanziale indifferenza.
E’ questo il dramma. Il dramma non è solo o tanto il fatto che ci sia una legge che permette di abortire liberamente, il dramma più grande è l’indifferenza sociale che accompagna gli aborti. E questa indifferenza uccide, uccide non soltanto i bambini – circa 120.000 ogni anno -, ma anche la pace delle loro madri. Noi tutti sappiamo che nessuna donna vuole davvero convintamente abortire, sappiamo che ogni donna che si avvicina all’aborto è in lotta con se stessa, tra la parte di sé che riconosce il concepito come figlio e vorrebbe accoglierlo, e la parte di sé che è schiacciata dalla solitudine, dalla paura del futuro, dalle difficoltà familiari, dal disagio economico. Se vogliamo davvero bene alle donne, con rispetto e con amore dovremmo fornire loro un’ alternativa all’aborto, un’alternativa frutto di aiuto concreto: aiuto psicologico, affettivo, materiale, affinchè le mamme in difficoltà che incontreremo sul nostro cammino scelgano per la vita e non per la morte. Non solo. Per aiutare queste mamme e i loro bambini dovremmo impegnarci per una grande opera di sensibilizzazione culturale. C’è infatti bisogno di ricordare alla nostra società così superficiale e distratta una grande verità: il bambino concepito è davvero uno di noi. Se riusciremo a prendere piena coscienza di questa realtà, possiamo sperare in un effetto a cascata: le singole persone saranno più sensibili, e quando si imbatteranno in una mamma in difficoltà non saranno più indifferenti; molte più persone decideranno di impegnarsi nel volontariato per aiutare le mamme in difficoltà, i nostri politici inizieranno a occuparsi seriamente di questa urgenza; il risultato sarà che migliaia di bambini ogni anno verranno salvati, e migliaia di mamme verranno preservate dal trauma dell’aborto, ferita che purtroppo non scompare. Dobbiamo quindi fare opera di verità: il bambino concepito è un essere umano come ciascuno di noi e per questo gli va riconosciuta la stessa dignità. Per questo il Movimento per la Vita italiano ha promosso la raccolta di firme “Uno di noi”: vogliamo che le istituzioni europee discutano e affermino questo principio: il concepito è uno di noi. Invito pertanto ciascun lettore a farsi protagonista di questa importante iniziativa, i cui dettagli troverete sul sito della nostra associazione www.mpv.org.
Questa iniziativa è importante non solo per le firme che verranno raccolte, ma anche perché ci dà l’opportunità per organizzare occasioni di dibattito, approfondimento, sensibilizzazione sul tema della vita nascente. L’augurio e l’appello è per un impegno di ognuno di noi, e la speranza è di incontrarci ancora, uniti sulla strada dell’amore per i bambini e per le mamme.

 

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