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Museo Civico Raffaele Marrocco, "Non un punto di arrivo, ma di partenza"

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Il Direttore del complesso museale, Raffaella Martino, anticipa a Clarus qualche idea per il futuro

di Grazia Biasi –  “La prossima apertura del Museo Civico Raffaele Marrocco è solo il punto di partenza  di un lungo percorso culturale che investirà la città di Piedimonte, e con essa l’intero territorio”. A parlare è Raffaella Martino, da pochi giorni direttore del complesso museale sito nell’antico edificio dell’ex convento di San Domenico. A Lei abbiamo chiesto da dove viene e dove va il progetto culturale che ruota intorno al nuovo allestimento dei reperti sanniti e la collezione civica del primo piano, quest’ultima già da tempo presente nell’edificio.
“In qualità di consulente per il Comune di Piedimonte, negli anni passati il mio lavoro è stato in gran parte assorbito dalla burocrazia di routine, necessaria per giungere ai risultati di oggi, e cioè il trasferimento dei reperti museali custoditi presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli, gli adempimenti perchè il Museo di Piedimonte – di interesse regionale – rispondesse ai requisiti necessari per rimanere tale. Per contribuire alla maturazione di un rinnovato interesse nei confronti di questa struttura, mesi fa ho curato la formazione dei volontari delle associazioni locali che hanno risposto all’invito del Comune di partecipare all’itinerario per guide turistiche locali. E’ proprio a quel gruppo di circa venti persone che va il mio riconoscimento in questo concitato momento che ci vede alle prese con l’inaugurazione del 16 giugno”.
Una data che si associa ad un evento dalle sfumature politiche che vedrà l’amministrazione Cappello brindare ad un nuovo traguardo, ma che che inevitabilmente chiama in causa il concetto di continuità e fruibilità del Museo.
La dottoressa Martino, docente di Catalogazione dei reperti archeologici presso l’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, promette nuovi risultati nei mesi che verranno, seppur i progetti in cantiere si scontrano già da subito con la mancata disponibilità economica della struttura visto che gli unici fondi a cui far riferimento rimangono in linea di massima quelli regionali.
“Il museo non sarà solo lo spazio del visitatore di passaggio, ma soprattutto dei cittadini e degli studenti del territorio: esso dovrà parlare, raccontare ai bambini e ai giovani pezzi di storia importanti, ma dovrà soprattutto incuriosirli e per far ciò è importante avere opportuni strumenti didattici a disposizione. In ogni caso il nostro lavorò prenderà il via in attesa di garantire la piena funzionalità della struttura”.
Le sale al piano terra ospiteranno la piccola statua bronzea ormai nota come Corridore del Cila che tutti attendono di vedere e che qui rimarrà per un anno e mezzo: “Invece i reperti sanniti presenti in sala, il vero e proprio corpo del museo non riguardano solo la storia di Piedimonte, ma di un intero territorio che abbraccia anche gli spazi geografici Alife e Telese: un motivo in più che invita ad accogliere il Museo come patrimonio comune a più persone, a più storie e identità”. Si aprono così le prospettive di Raffaella Martino ad una visione d’insieme che fa di un museo uno spazio vivibile e condivisibile: “Esso, è mittente e destinatario di proposte, cultura e idee”. Per questo motivo già dal giorno dell’inaugurazione sarà dato ai visitatori un coupon su cui appuntare proposte e suggerimenti.  Le porte del Museo Civico Raffaele Marrocco (MUCIRaMa è l’acronimo coniato in fase di progettazione tempo fa dall’equipe incaricata del Progetto del complesso) lasciano trapelare la storia di alcune città dell’Alto Casertano, ma accolgono suggerimenti, proposte, il lavoro di quanti – studenti e studiosi, o cultori di arte e archeologia – vorranno offrire il loro tempo e le loro competenze, il contributo anche economico di chi vorrà sponsorizzare la cultura di casa nostra.
Una piccola novità riguarda anche il piano superiore del Museo, quello che conserva per la maggior parte documenti e reperti di storia patria. La dottoressa Martino, con la collaborazione di alcuni suoi studenti è riuscita ad avviare una piccola “identificazione” del materiale esposto al fine di facilitarne la visione: “Si tratta anche questo di un lavoro in divenire: le didascalie ora aggiunte a quel materiale necessitano di integrazioni che solo precise ricerche storiche e scientifiche possono garantire. L’obiettivo era quello di rendere altrettanto fruibile le sale del primo piano in occasione del 16 giugno e delle settimane immediatamente successive”.
Il giorno dell’inaugurazione ai presenti verrà distribuita una pubblicazione che raccoglie la prima fase del progetto-Museo, un segno di benvenuto e accoglienza che, speriamo, trovi continuità nel tempo. Anche quando il Corridore avrà ripreso la sua corsa fuori città…

A breve il Comune di Piedimonte, attraverso una conferenza stampa, fornirà le informazioni e le idee che ci si attende sul presente e il futuro di questa struttura. 
La nostra redazione invece rimanda alle pagine del Mensile di Giugno l’approfondimento e l’intervista al neo Direttore Raffaella Martino.

2 COMMENTI

  1. Da quel che ho letto ho l’impressione che non è che sappia esattamente cosa fare la dott ssa martino. Se mi permettete una cattiveria, quando si raggiungono dei dati livelli non proprio per meriti personali, è insito il non avere idee molto chiare sul cosa fare. Spero che il museo decolli, e per avere qualche idea chieda al sindaco di andare a cercare la mia domanda di mobilità per quel posto datata fine 2008 era anche riportato un originale progetto di fruizione.

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