“Le Gmg non sono fuochi d’artificio, momenti di entusiasmo fini a se stessi; sono tappe di un lungo cammino”
“Anche voglio sottolineare – ha aggiunto a braccio il Papa – il mio ringraziamento ai brasiliani. Tante grazie ai brasiliani. Brava gente questa del Brasile, un popolo di grande cuore. Non dimentico la sua calorosa accoglienza, i suoi saluti, i suoi sguardi, tanta gioia. Un popolo generoso. Chiedo al Signore che lo benedica tanto”. Il Pontefice, quindi, ha chiesto di pregare con lui “affinché i giovani che hanno partecipato alla Giornata mondiale della gioventù possano tradurre questa esperienza nel loro cammino quotidiano, nei comportamenti di tutti i giorni; e che possano tradurlo anche in scelte importanti di vita, rispondendo alla chiamata personale del Signore”. Ricordando la liturgia odierna nella quale risuona “la parola provocante di Qoèlet: ‘Vanità delle vanità…tutto è vanità’”, il Santo Padre ha sottolineato: “I giovani sono particolarmente sensibili al vuoto di significato e di valori che spesso li circonda. E purtroppo ne pagano le conseguenze. Invece l’incontro con Gesù vivo, nella sua grande famiglia che è la Chiesa, riempie il cuore di gioia, perché lo riempie di vita vera, di un bene profondo, che non passa e non marcisce: lo abbiamo visto sui volti dei ragazzi a Rio”. Ma “questa esperienza deve affrontare la vanità quotidiana, il veleno del vuoto che si insinua nelle nostre società basate sul profitto e sull’avere, che illudono i giovani con il consumismo”.Il Vangelo di questa domenica, ha proseguito Francesco, “ci richiama proprio l’assurdità di basare la propria felicità sull’avere”. Il Pontefice ha ricordato la parabola presentata da Gesù: “Il ricco dice a se stesso: Anima mia, hai a disposizione molti beni…riposati, mangia, bevi e divertiti! Ma Dio gli dice: Stolto, questa notte stessa ti sarà richiesta la tua vita. E quello che hai accumulato, di chi sarà?”. Infatti, ha osservato il Santo Padre, “la vera ricchezza è l’amore di Dio, condiviso con i fratelli”. Quell’amore, ha chiarito a braccio, che “viene da Dio e fa che noi lo condividiamo tra noi e ci aiutiamo fra noi”. Perciò, “chi ne fa esperienza non teme la morte, e riceve la pace del cuore”, ha sostenuto il Papa, concludendo: “Affidiamo questa intenzione di ricevere l’amore di Dio e condividerlo con i fratelli all’intercessione della Vergine Maria”.