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Madonna della Grazia. Conclusi i festeggiamenti nella piccola contrada di Alife

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Numerosi fedeli anche dai paesi vicini, hanno affollato come ogni anno il piccolo Santuario mariano

La Redazione – Si sono conclusi ieri sera, con la messa presieduta dal Vescovo S. E. Mons. Valentino Di Cerbo, i festeggiamenti in onore della Madonna della Grazia presso l’omonimo santuario in Alife.
IMG_2033Numerosi, come sempre, i fedeli giunti dal centro cittadino e dai comuni limitrofi, condividendo la profonda devozione alla Vergine. Un luogo, il piccolo Santuario di campagna – posto lungo una delle vie Francigene del Sud – meta di continui pellegrinaggi: ad ogni ora del giorno è possibile scorgere persone in preghiera, in sosta anche per pochi secondi, che lungo “il cammino” di una giornata densa di attività, lavoro o impegni, non rinunciano al dialogo intimo e personale con la Vergine.
Tutto il novenario, sul tema “Maria, icona perfetta della fede” è stato un susseguirsi di presenze: anziani, famiglie, giovani, tutti uniti da un legame antico o nuovo con questo luogo; ogni sera la celebrazione è stata presieduta da diversi sacerdoti diocesani che a turno hanno riflettuto su alcuni punti dell’ultima Enciclica Lumen Fidei.
IMG_2038Ieri sera, Mons. Di Cerbo, riflettendo sul Vangelo del giorno (Luca 16,1-13), in cui Gesù al termine della parabola dell’amministratore disonesto, dice ai suoi “Non potete servire Dio e la ricchezza”,  ha pronunciato un vero e proprio manifesto dal profilo etico e sociale, rivolto a tutti, in particolare ai tanti cattolici dalle buone abitudini. “Troppo spesso, con il nostro silenzio, ci facciamo complici della pessima gestione e del maltrattamento dello straordinario patrimonio ambientale in cui risiediamo. Troppo spesso taciamo di fronte ai diritti negati dei giovani lavoratori di questa terra. E quante volte chiediamo perdono a Dio per questi silenzi e per la complicità che offriamo alla pessima gestione e amministrazione della nostra terra?”. Su tutto, il riferimento a Maria, la donna della grazia, dell’unica grazia, quella cioè di convertire il cuore di ciascuno e accompagnarlo con la docilità e la cura di madre, nel cammino lungo le strade del mondo, lungo la quotidianità di ciascuno, fatta di impegni, di serie responsabilità, di partecipazione alla vita dei fratelli.
IMG_2039Al termine della messa, officiata nel piazzale adiacente il Santuario, il rettore della chiesa don Emilio Di Muccio ha ringraziato i presenti, i sacerdoti concelebranti (don Domenico La Cerra e don Lucio D’Abraccio), le autorità civili e militari, ma soprattutto la comunità dei fedeli che unitamente al comitato festeggiamenti cura e custodisce il luogo.

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