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    Home»Attualità»L'sola che non c'è. Allarme inquinamento anche in Alto Casertano? Intanto torna l'iniziativa Puliamo il Mondo
    Attualità Territorio

    L'sola che non c'è. Allarme inquinamento anche in Alto Casertano? Intanto torna l'iniziativa Puliamo il Mondo

    Redazione27 Settembre 2013Nessun commento

    Non basta vivere lontani dai roghi tossici per garantirsi una vita serena. Cooperazione, collaborazione, senso civico, corresponsabilità per combattere un male che coinvolge tutti

    La Redazione – Gli occhi dell’intero Paese guardano alla nostra Regione, a quella amara provincia di Caserta contaminata da roghi tossici e dai rifiuti interrati di cui ogni tanto emerge notizia, in modo particolare nell’ultimo periodo. L’attenzione sulla Campania inquinata è forte, ormai da tempo, e per motivi diversi: i cumuli di immondizia che bruciano e hanno bruciato negli anni, le numerose aree industriali dismesse, quelle in attesa di riconversione, aree industriali in attività o comunque oggetto di incidenti con particolari ricadute sull’ambiente.
    Moccia4Per buona parte della stagione estiva il quotidiano cattolico Avvenire ha pubblicato l’approfondimento Terra dei fuochi: uno spazio di denuncia e di verità che ha monitorato ogni giorno l’emergenza dell’agro aversano; il dossier, attraverso dati numerici e le storie delle vittime della barbarie ambientale ha fatto sì che la riflessione e la provocazione si estendesse al territorio nazionale. Sulla stessa linea (e da tempo) si muovono blog, giornali campani e siti specifici curati da Associazioni ed Enti. I casi di tumori, anche tra la popolazione più giovane, sono in aumento e la soluzione sembra non essere nell’estinzione di un fuoco, o nella rimozione di rifiuti interrati: le falde acquifere sono contaminate e così il terreno su cui sono piantate le verdure e la frutta che giunge anche nei comuni dell’Alto Casertano. L’aria pesa di piombo, o peggio, dell’odore acre di qualsiasi fibra che brucia fuori, e dentro i polmoni della gente.
    Il Ministero della Salute ha diffuso da tempo la lista dei comuni “a rischio”; nessuno dei centri dell’Alto Casertano è segnalato, tuttavia i casi di tumore diffusi tra i residenti della piana del Medio Volturno e del Matese è pari a quella della media nazionale e si avvicina molto a quella delle aree contaminate. L’isola felice – dell’aria e dell’acqua sane – sembra dunque non esistere. Godere di un paesaggio apparentemente intatto, dove la natura si manifesta ancora con rigogliosa forza, non equivale a godere della buona salute di questo paesaggio. E’ presto per servirsi dei dati di un registro dei tumori, ma i casi segnalati in tutto l’Alto Casertano sono sintomatici che qualcosa ha toccato anche noi.
    stabilimento moccia2_AlvignanoL’immenso villaggio globale in cui risiediamo ci rende facilmente cittadini di Letino e contemporaneamente di Aversa, Santa Maria C.V., Caserta. I mercati ortofrutticoli del casertano servono ormai da diversi decenni anche i nostri mercati e i negozi dei nostri quartieri. Forse perchè in zona abbiamo smesso di produrre e commerciare la buona frutta e la buona verdura. Qualche eccezione si ravvisa per le carni locali qualora agli animali vengano somministrati cibi di qualità.
    La natura ancora selvaggia della nostra terra, talvolta impervia e inaccessibile sembra essere la discarica ideale (al riparo da occhi indiscreti), un sicuro rifugio per ogni tipo di rifiuto da smaltire: dalle carcasse di animali ammalati lasciate lungo il Volturno, ai cumuli di pneumatici; e poi pannelli di amianto, batterie di auto o mezzi agricoli, vecchie televisioni e monitor (i cui schermi e tubi catodici contengono piombo, mercurio e cromo esavalente), bombolette spray e frigoriferi.
    Più volte negli ultimi anni le Forze dell’Ordine, in particolare i Carabinieri, hanno denunciato discariche a cielo aperto, colto in flagranza persone in procinto di lasciare una ferita su questa terra; tra i casi segnalati anche il tentativo di nascondere nel sottosuolo ben più pericoloso materiale.
    L’isola felice, di cui continuamente si propone la qualità dell’aria, dell’acqua, della vita; di cui si propongono cibi e pietanze in occasione di sagre, manifestazioni, forse non c’è o rischia di essere sommersa. Tanto vale per la politica di qualche chilometro più distante, che giunge in queste terre per promuoversi promettendo il classico rilancio e ritorno d’immagine dei nostri luoghi “grazie alle caratteristiche naturali di cui gode”. Ma chi davvero promuove il commercio e l’incremento dell’agricoltura locale? Quali piani, quali cooperative, quali consorzi tra gli agricoltori dell’Alto Casertano?  O meglio, quale politica di informazione per facilitare la nascita di imprese locali all’altezza di produrre e commerciare prodotti di buona qualità? I giovani agricoltori e produttori locali faticano non poco a districarsi nel polverone burocratico che impedisce o frena l’intuito, la volontà e l’ingegno che garantirebbe il successo di un’economia “fatta in casa”, una garanzia per la salute di tutti.
    Stabilimento Moccia3Il prossimo 12 ottobre si terrà il V convegno di Medicina del Dolore nell’Alto Casertano, dove – oltre ad analizzare i casi, le dinamiche di assistenza nelle cure palliative – prevarrà l’appello al territorio, alle Associazioni, alla politica, ai responsabili della res publica, per cooperare al fine di prevenire perchè il bene-essere delle persone è una responsabilità comune.
    Lo stesso concetto, richiamato da S. E. Mons. Valentino Di Cerbo domenica scorsa, incontrando diverse comunità parrocchiali della Diocesi: amministrare il patrimonio che il Creatore ha posto nelle mani dell’uomo significa affiancarsi a Dio nell’azione di custodia del Creato, partecipare ad un disegno e un progetto di grande umanità e di servizio per gli uomini. “Troppo dolore, troppe sofferenze, tanti mali continuano a segnare le nostre famiglie”. Ci scandalizza che a Valle Agricola (paese a 691 mt s.l.m.) ci sono stati e ci sono casi di tumore al polmone, o su tutto il territorio decine di tumori al colon-retto, mentre è di stamane la notizia che a Caivano, in un terreno destinato alla produzione di broccoli, siano stati rinvenuti dei fusti a 5 metri di profondità, ormai distrutti dai quali è fuoriuscito veleno.
    Le immagini allegate a questo articolo, fanno riferimento allo stabilimento Moccia di Alvignano, dove per decenni sono stati prodotti laterizi. Si tratta di una fabbrica ormai dismessa che pur avendo dato lavoro e pane a molti cittadini, ha dato altrettanta preoccupazione. Un’area di cui si promuove continuamente la riqualificazione, ma che di fatto marcisce nel tempo, a poche decine di metri dalle case. Lamiere, ruggine la fanno da padrone mentre l’amianto delle coperture è stato “recuperato” solo pochi anni fa.
    Arriva anche quest’anno la campagna di Legambiente Puliamo il Mondo (e perchè non “Godiamo il Mondo”?), quasi a confermare l’idea che il mondo è sporco, contaminato, malato. Piccole azioni di sensibilizzazione si diffondono sul territorio, coinvolgendo in particolare le giovani generazioni. Può bastare? E’ un buon inizio, è un segno di affezione e di premura nei confronti della terra che abitiamo, peccato però dover dedicare una giornata a pulire piuttosto che godere insieme di un ambiente incontaminato.

    Puliamo il mondo 2013 SCARICA LA LOCANDINA DELL’INIZIATIVA DEL COMUNE DI PIEDIMONTE MATESE

    Puliamo il Mondo Piedimonte Matese Rifiuti tossici in Campania

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