E’ stato presentato questa mattina a Caiazzo il libro del giudice Paolo Albano, oggi Procuratore capo della Procura della Repubblica di Isernia
Monte Carmignano, indica una località, nei pressi della frazione caiatina di San Giovanni e Paolo, luogo di un efferato delitto ad opera dei soldati tedeschi in ritirata verso il fronte di Cassino. Un caso – o meglio – una tragedia che la comunità locale non ha mai smesso di piangere perchè in quella occasione vennero uccisi 22 tra donne, bambini e anziani. Un caso riaperto – così come quella profonda ferita mai rimarginata – nel 1988, quando fu ritrovata la documentazione del Servizio segreto militare americano che aveva indagato sul crimine di Caiazzo e ne nacque un processo davanti alla magistratura italiana contro i responsabili. Un processo che però non ebbe l’esito e la giustizia sperata per la mancata applicazione della pena all’ergastolo in quanto l’allora pubblico ministero Mariano Maffei si rifiutò di mettere in esecuzione la sentenza.Un incontro che ha acceso curiosità, interessi per la vicenda scientifica e umana; che ha contribuito non solo a far memoria, ma prima ancora a conoscere i fatti. Lodevole il video-racconto realizzato dagli studenti sulla strage di Caiazzo e proiettato tra l’interesse, l’apprezzamento e la commozione dei presenti, tra cui diversi cittadini.
Cosa dire di così giovani generazioni, tanto lontane quanto vicine ai fatti di ben 70 anni fa? La passione e la compassione per la vicenda umana rimangono il trait d’union, il filo conduttore tra gli uomini, il legame che vincola la storia di ciascuno con le vite di quanti hanno combattuto, resistito in nome della libertà e della dignità personale. Questi giovani “nuovi” sanno appassionarsi ai messaggi di coraggio e autenticità dei testimoni, pur lontani qualche decennio e riconoscere in essi valori ed esperienze che non sempre trovano corrispondenza in un più recente passato.