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Pentecoste, quando la molteplicità dei linguaggi e dei carismi percorre la strada dell’unità. Così accade per Alife-Caiazzo

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Giovani di gruppi, movimenti e parrocchie si sono ritrovati per la Veglia presieduta da Mons. Valentino Di Cerbo

La Redazione – Sabato sera la Cattedrale di Alife ha ospitato la veglia di Pentecoste organizzata dal Servizio diocesano per la Pastorale giovanile: un momento a cui hanno preso parte diversi gruppi giovanili della Diocesi, gruppi di giovani appena cresimati o in attesa di ricevere il sacramento della Confermazione, ma anche adulti, accompagnati dai propri parroci.
pentecoste_valentino di cerboUn momento di partecipazione collettiva già nelle sue fasi organizzative; in questo modo la veglia ha risposto alla priorità di coinvolgere, seppur in forma rappresentativa, il maggior numero di parrocchie attraverso la voce e il lavoro di numerosi giovani: da quelli impegnati nel coro che animato la preghiera, a quelli incaricati delle letture, dei commenti o del coordinamento generale. Un risultato frutto di un lavoro di équipe seguito personalmente dal Vescovo Valentino Di Cerbo e dal responsabile della Pastorale Giovanile Don Andrea De Vico.
Attraverso le letture che la Chiesa propone alla Vigilia di Pentecoste, si è dispiegato il racconto dell’incontro dell’uomo peccatore, l’uomo arso dalla sete di arrivismo, l’uomo sordo alla voce di Dio fino a giungere all’uomo di speranza in grado di accogliere e vivere secondo lo Spirito. Un percorso accompagnato da riflessioni e immagini in grado di tradurre e contestualizzare secondo il linguaggio dei giovani, la parola di Dio.
Questo cammino ideale ha trovato piena espressione nelle parole che il Vescovo ha rivolto hai presenti: l’incitazione e la preghiera. Ridare vita alle ossa aride di questa società, sperare e credere che la vita sia un perenne incontro “faccia a faccia” con Dio che continuamente scommette sull’uomo. Ha chiesto a voce alta, Mons. Di Cerbo, di vivere coraggiosamente e con pienezza secondo lo stile che suggerisce lo Spirito: no ai compromessi, no ai falsi e troppo facili traguardi, piuttosto una vita edificata con fatica ma con serio protagonismo e con libertà: “Tra qualche anno, molti dipenderà da voi che sarete cresciuti a e da adulti condurrete per mano, a seconda delle responsabilità, questa terra, o i luoghi che abiterete: siate oggi come in futuro costruttori di novità, bellezza, giustizia, fraternità… Perché solo se c’è lo Spirito, si costruiscono ponti tra gli uomini; solo se c’è lo Spirito si possono realizzare sogni autentici; solo se c’è lo Spirito, si è capaci di condividere; solo se c’è lo Spirito, si è capaci di capire, rispettare e di accogliere gli altri; solo se c’è lo Spirito, si è capaci di sconfiggere la tentazione dell’egoismo e della violenza; solo se c’è lo Spirito, è possibile un mondo di eguali e di fratelli. E in conclusione la preghiera, l’invocazione che il Vescovo ha fatto per la sua chiesa: “Vieni santo Spirito. Vieni e rinnovaci, vieni e rendici nel nostro Territorio e tra le vicende della vita strumento di cose nuove,  di esperienze nuove, di nuova trasparenza, di nuova  umanità. Amen”.
Il Servizio per la Pastorale giovanile, riesce – com’è nella sua vocazione -che dalla molteplice diversità di carismi, idee, proposte riunite per la chiesa locale, è possibile vivere concretamente una pentecoste, e in più occasioni.

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