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Custodia del creato. La Diocesi di Alife-Caiazzo c’è

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A Casapesenna per la manifestazione nazionale in difesa dell’Ambiente

Annamaria Gregorio – Casapesenna, santuario Mia Madonna  mia salvezza, diocesi di Aversa, terra “dei fuochi”! Questa la location scelta dalla Conferenza Episcopale Italiana, in pieno accordo con quella Campana, per celebrare la Giornata nazionale della Custodia del Creato, giunta alla sua nona edizione, istituita per sensibilizzare le comunità al rispetto della natura. “Custodia”, sostituendo la vecchia terminologia di “salvaguardia del creato”; infatti la custodia, da spunti biblici, configura un’azione dinamica che l’uomo compie, nel prendersi cura del mondo che lo circonda, senza usarlo o abusandone: “il Signore prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse” (Gen. 2,15). Quello che oggi non accade più. Ecco perché i Vescovi della Campania, con  gli incaricati della pastorale sociale e rappresentanti delle loro comunità di appartenenza, guidati dal Card. Crescenzio Sepe, sabato 27 settembre scorso, sono stati protagonisti di questo meeting, facendo sentire forte e all’unisono il grido di “Fate presto!”. Troppi i decessi senza età a causa del cancro, lasciando famiglie decimate, impotenti di fronte a tale ingiustizia; toccanti e struggenti le testimonianze, di due mamme dell’Associazione “Noi genitori di tutti” (www.noigenitoriditutti.it) che, con pacato e sommesso tono di voce, hanno raccontato le storie dei tanti bambini morti, di età compresa dai 22 mesi ai 15 anni, piccoli “eroi – angeli” in una zona altamente inquinata, ribadendo che il loro “calvario” non vada inteso come un “piangersi addosso”, ma invece come motivo di riscatto e di pacifica ribellione, fondando appunto l’associazione, coinvolgendo altre famiglie e comunità, per essere portatori di speranza, in una terra diventata “infelix”.
oCoralità ecclesiale contro ogni forma di illegalità, soprattutto quella che mina il bene più prezioso che è la vita. Mons. Spinillo, ordinario ospitante e Vicepresidente della CEI; Mons. Longoni, Direttore dell’Ufficio CEI per i Problemi sociali e lavoro, Giustizia, Pace e Custodia del Creato; Mons. D’Alise, Vescovo di Caserta e Delegato CEC per la Pastorale sociale;  Mons. Di Donna, Segretario CEC, Vescovo Delegato per la carità e Vescovo di Acerra; Mons. Bregantini, Presidente della Commissione nazionale CEI per i Problemi sociali e lavoro e Arcivescovo di Campobasso, unanimi hanno fatto appello alle istituzioni, portando la voce di chi non ha voce, soprattutto per quanto riguarda la salute, che è un bene primario da tutelare.
Suggestiva la preghiera conclusiva, collocata all’esterno, all’imbrunire, animata dai giovani e guidata dal Cardinale Sepe che, nella sua omelia, ha ricordato per tutti e per la Chiesa in primis l’impegno a gesti concreti e proposte alle istituzioni, perché le comunità non rimangano da sole, ma in segno di comunione, siano unite ed incoraggiate a migliorare le scelte sociali, per il bene delle nuove generazioni. E, per dirla come il Card. Sepe, “Che a’ Maronn c’accumpagn!”
(In alto, lo striscione che la Diocesi di Alife-Caiazzo ha portato alla manifestazione)

Per maggiori informazioni consultate in sito della Pastorale sociale: www.diocesi-alife-caiazzo.it/upsl

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