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    Home»Papa Francesco News»Papa Francesco. Il Battesimo di Gesù dà inizio ad un nuovo tempo, quello dei “cieli aperti”
    Papa Francesco News

    Papa Francesco. Il Battesimo di Gesù dà inizio ad un nuovo tempo, quello dei “cieli aperti”

    Redazione12 Gennaio 2015Nessun commento

    L'”apertura” annulla la distanza tra l’uomo e Dio incarnata dal peccato. L’Eucaristia ricuce lo strappo tra “cielo” e “terra”, dando all’individuo la possibilità di “incontrare il Figlio di Dio”

    Agensir – Nel momento del battesimo di Gesù, “il cielo si apre” e “torna alla mente la drammatica supplica del profeta Isaia: ‘Se tu squarciassi i cieli e scendessi!’. Questa invocazione è stata esaudita nell’evento del Battesimo di Gesù”. Lo ha detto, ieri mattina, Papa Francesco all’Angelus, nella festa del Battesimo del Signore. “È così finito – ha sottolineato il Pontefice – il tempo dei ‘cieli chiusi’, che stanno ad indicare la separazione tra Dio e l’uomo, conseguenza del peccato. Il peccato ci allontana da Dio e interrompe il legame tra la terra e il cielo, determinando così la nostra miseria e il fallimento della nostra vita. I cieli aperti indicano che Dio ha donato la sua grazia perché la terra dia il suo frutto”. Così “la terra è diventata la dimora di Dio fra gli uomini e ciascuno di papa francesco_11 gennaionoi ha la possibilità di incontrare il Figlio di Dio, sperimentandone tutto l’amore e l’infinita misericordia. Lo possiamo incontrare realmente presente nei sacramenti, specialmente nell’Eucaristia. Lo possiamo riconoscere nel volto dei nostri fratelli, in particolare nei poveri, nei malati, nei carcerati, nei profughi: essi sono carne viva del Cristo sofferente e immagine visibile del Dio invisibile”. Con il Battesimo di Gesù “non solo si squarciano i cieli, ma Dio parla nuovamente facendo risuonare la sua voce: ‘Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento’”.
    C’è poi “la discesa dello Spirito Santo, in forma di colomba: questo consente al Cristo, il Consacrato del Signore, di inaugurare la sua missione, che è la nostra salvezza”. Lo Spirito Santo: per il Papa, “il grande dimenticato nelle nostre preghiere. Noi spesso preghiamo Gesù; preghiamo il Padre, specialmente nel ‘Padre Nostro’; ma non tanto frequentemente preghiamo lo Spirito Santo, è vero? È il dimenticato. E abbiamo bisogno di chiedere il suo aiuto, la sua fortezza, la sua ispirazione. Lo Spirito Santo che ha animato interamente la vita e il ministero di Gesù, è il medesimo Spirito che oggi guida l’esistenza cristiana, l’esistenza di uomo e di una donna che si dicono e vogliono essere cristiani”. Dunque, “porre sotto l’azione dello Spirito Santo la nostra vita di cristiani e la missione, che tutti abbiamo ricevuto in virtù del Battesimo, significa ritrovare coraggio apostolico necessario per superare facili accomodamenti mondani”. Invece, “un cristiano e una comunità ‘sordi’ alla voce dello Spirito Santo, che spinge a portare il Vangelo agli estremi confini della terra e della società, diventano anche un cristiano e una comunità ‘muti’ che non parlano e non evangelizzano”. Ma, ha concluso, “ricordatevi questo: pregare spesso lo Spirito Santo perché ci aiuti, ci dia la forza, ci dia l’ispirazione e ci faccia andare avanti”.

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