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Omaggio a Piedimonte Matese con il premio “Michelina Di Gosta”. Domenica la premiazione

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Quale idea di città nella mente dei piccoli piedimontesi? Degrado, ma anche cultura emergono dalle riflessioni condotte dagli alunni che hanno partecipato al concorso letterario intitolato a Michelina Di Gosta

Comunicato – Domenica prossima, presso l’auditorium comunale di Piedimonte Matese (ore 17), ci sarà la premiazione dei primi tre elaborati vincitori del Premio letterario “Michelina Di Gosta”, concorso lanciato dagli amministratori della pagina facebook “Le foto più belle della nostra terra”, in collaborazione con l’associazione culturale Byblos – idee per la mente, nell’intento di “avvicinare sempre più la cultura dei luoghi dal virtuale al reale” spiega l’organizzatrice del concorso, la dottoressa Anna Lisa Di Baia.
“Siamo partiti da un dato comparativo – aggiunge Di Baia – prendendo spunto dal tema su Piedimonte Matese scritto, nel 1941, da una bimba di quinta elementare, poi divenuta maestra, Michelina Di Gosta, alla quale è intitolato il Premio. Ci siamo chiesti, a distanza di circa ottanta anni, quale idea i bambini potessero avere della propria città, soprattutto per capire quali siano le esigenze a misura di bambino in grado di adattare un contesto urbano alla cosiddetta generazione dei nativi digitali”.
I ragazzi e i docenti hanno risposto con prontezza e con immenso entusiasmo. Ne sono emerse una serie di considerazioni importanti: le zone di nuova espansione sono conosciute per il cinema, l’unico di cui oggi dispone Piedimonte Matese, realizzato sulle ceneri del vecchio cotonificio. I ragazzi hanno accennato a questa connotazione storica, senza andare, però, più a fondo, semplicemente indicando, ad esempio, la precedente esistenza di una filanda nell’odierna piazza del Carmine.
Liceo-Giannone_Caserta_Piedimonte-MateseQuasi tutti hanno notato il degrado della villa comunale, sottolineandone, nel contempo, alcuni interventi marginali di recupero, così come per la vicina biblioteca. Pochi accenni agli spazi gioco, effettivamente carenti a Piedimonte Matese. Diversi, invece, i riferimenti al neonato museo civico, dove le visite d’istruzione sono state frequenti negli ultimi anni. La città, nel complesso, resiste nei suoi simboli storici, come la fontana tonda di piazza Roma o il campanile di Santa Maria Occorrevole, ben presenti nella memoria fotografica dei bambini, ma il racconto è soprattutto privo di grossi luoghi di socializzazione. Timide tracce dei quartieri più antichi della città, quelli maggiormente in grado di suscitare meraviglia e stupore soprattutto nei bambini.

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