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    Home»Arte e Cultura»Cinema»Dal Matese a Torino per vincere il concorso internazionale “Riprenditi la città, Riprendi la luce”
    Cinema Curiosità

    Dal Matese a Torino per vincere il concorso internazionale “Riprenditi la città, Riprendi la luce”

    Redazione30 Marzo 2015Nessun commento

    E’ il secondo successo nazionale per una squadra che ha scoperto come condividere professionalità e idee

    La Redazione – Si sono aggiudicati il II posto del Concorso video internazionale Riprenditi la città, Riprendi la luce organizzato per il secondo anno consecutivo dall’Aidi l’Associazione Italiana di Illuminazione, fondata nel 1958.
    Grazie al video Light Defying Distance, girato a Roma la notte tra il 6 e 7 marzo, ben tre giovani del territorio altocasertano, in squadra con due colleghi universitari si sono guadagnati la finale che si è tenuta a Torino il 27 marzo presso il Museo nazionale del Cinema.
    riprenditi-la-cittàSi tratta di Gabriele Biasi di Alvignano che ha firmato la regia insieme alla collega Elisabetta Ariemma, affidando la fotografia del lavoro al collega Mino Capuano tutti e tre studenti in Cinematografia presso la Rome University of Fine Arts; Alessio Pece di Alife, studente in Ingegneria informatica presso l’Università La Sapienza, autore degli effetti speciali, e di Emiliano Gilardi di Alife, studente liceale, protagonista del breve video.
    Con il concorso, l’Aidi  si propone di divulgare la cultura della luce partendo proprio dai giovani, per conoscere e capire come, proprio attraverso la luce, interagiscono con la città dove vivono, studiano o lavorano. Il 2015, inoltre è stato proclamato dall’Unesco come Anno Internazionale della luce perché la luce è un patrimonio di tutti: l’utilizzo, lo studio e la produzione di questa vitale risorsa, nei secoli, hanno superato i confini geografici, di genere, generazionali e culturali tra le persone e hanno avvicinato tanti giovani alla scienza e all’innovazione… Da qui l’importanza di divulgare e promuovere, soprattutto presso i giovani, lo sviluppo di tecnologie quali l’ottica o la fotonica. Per questo il concorso – si legge sul sito dell’Ente –  è stato riconosciuto come un’importante iniziativa per accrescere la consapevolezza globale di come le tecnologie basate sulla luce possono migliorare la qualità della vita fornendo soluzioni innovative per ridurre il consumo energetico e l’impatto ambientale.
    In 60 secondi, Light Defying Distance racconta la magia della luce che abbatte ogni limite di spazio e stabilisce ponti, anche lì dove le relazioni sembrano facilmente a portata di mano.

    guardaanchequesto.
    CLICCA per visualizzare l’altro lavoro del gruppo

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