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Castello del Matese. Un gruppo di giovani può fare molto. Conta scommettere su di loro?

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Il gruppo si chiama Impasto, per dire a tutti quanto conta mettersi insieme e condividere l’esperienza della crescita durante l’adolescenza

La Redazione – Quando alcuni mesi fa, la Diocesi di Alife-Caiazzo lanciava la proposta del Catecumenato crismale, da più parti si è alzata la voce: di cosa si tratta? perchè questa novità?
Una novità, vero, ma per fare diverse e più ricche le parrocchie; per donare ai giovani la possibilità di essere protagonisti e “menti” delle comunità di appartenenza, che al di là di ogni aggregazione civica o culturale, vede nella chiesa ancora il riferimento per l’edificazione di valori e relazioni.
A Castello del Matese, le catechiste Rosanna Rinaldi e Angelina Feola, sollecitate dal parroco don Antonio Rinaldi, hanno accolto con entusiasmo l’invito del Vescovo Valentino a dare inizio a questo percorso di formazione riservato agli adolescenti, che prevede, tra l’altro anche il sacramento della cresima e si propone di accompagnare la formazione dei giovani nella fase dell’adolescenza, fino a maturare la responsabilità (e la scelta) di un ruolo cristiano maturo e responsabile.
Al termine di una prima fase di questo itinerario, per ben due serate (all’inizio di agosto e poi ieri sera), i 15 giovani che costituiscono il gruppo – che hanno chiamato Impasto – hanno animato la piazza di Castello del Matese coinvolgendo un pubblico entusiasta e sorpreso da tanta intraprendenza e originalità. Musica, teatro, danza, recitazione: un lungo momento di festa per salutare l’estate e richiamare l’attenzione sulle iniziative della parrocchia di Santa Croce, ma in particolare sulla formazione del gruppo che continuerà senza sosta.
Nell’allestimento dello spettacolo sono stati coinvolti anche bambini, segno di una esperienza festosa condivisa e maturata insieme: “L’aver dato voce anche ai più piccoli è il segno di una grande generosità, di un’esperienza di comunione che si condivide quotidianamente”, così il Vescovo ai presenti, anch’egli entusiasta per la concretezza con cui valori e fede a Castello si vivono, si partecipano e tengono salda la comunità.

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