Home Arte e Cultura Parte a Liberi il restauro della chiesa di Santa Barbara

Parte a Liberi il restauro della chiesa di Santa Barbara

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Il progetto è partito nel 2013. La Diocesi di Alife-Caiazzo ha mantenuto l’impegno assunto nei confronti delle locali popolazioni

La Rcese2edazione – Sono diversi i progetti di restauro avviati dalla Diocesi di Alife-Caiazzo e nel caso della piccola chiesa, nella frazione di Cese, la decisione risale già al 2013: il regolare iter burocratico e l’attesa del finanziamento della Cei (Chiesa cattolica italiano) permettono proprio in queste settimane di dare avvio ai lavori.
Stiamo parlando di una piccola chiesa, probabilmente sorta a metà ‘800, e come tante altre cappelle, importante luogo di riferimento per la popolazione locale – distante chilomentri dai centri più popolosi – che proprio in questi luoghi vedeva un riferimento morale e istituzionale. Come per Cese, anche in altre piccole frazioni della Diocesi i piccoli luoghi di culto continuano ad essere scrigni depositari di storia e di memoria, oltre che spazi in cui i pochi residenti continuano a trovare occasioni di incontro, soprattutto gli anziani, impossibilitati tutt’oggi a percorrere le distanze verso i maggiori centri di aggregazioni come piazze e bar.
CeseQuesto è solo uno dei motivi per cui la Diocesi, grazie a fondi propri e quelli della Cei sta lentamente recuperando chiese e cappelle, luoghi di storia e di arte, strettamente e necessariamente legati alla vita della gente. Il restauro non avviene solo per recuperare la fruibilità di alcuni luoghi, ma anche per custodire e rendere onore al lavoro di maestranze, operai e benefattori che hanno amato queste terre, e al sudore di sacerdoti e fedeli che questi posti li hanno custoditi e in essi hanno pregato.
La struttura oggetto di restauro si sviluppa su pianta rettangolare, ai piedi della collina. L’ingresso è delimitato da muri di tufo e pietrame, ed è sormontato da una struttura pensile a sbalzo di legno. La chiesa ha subito notevoli danni nel 1980 a causa del terremoto dell’Irpinia che non pochi danni arrecò anche ai nostri territori, tanto da chiuderne una parte.
La necessità del restauro è scaturita dalla verifica del pessimo stato di conservazione della struttura: umidità lungo le pareti e dal pavimento, condense generate da mancata ventilazione hanno infatti causato il rigonfiamento e il parziale distacco di stucchi e intonaci tanto che l’intervento di recupero prevede un nuovo sistema di smaltimento dell’acqua piovana, la realizzazione di intercapedini per favorire la ventilazione, il ripristino degli stucchi caduti, il restauro delle parti lignee, la finitura della facciata, l’impermeabilizzazione del tetto della chiesa e del campanile.

Tutto l’iter per giungere al restauro.
Nel 2013 l’Ufficio Arte sacra e Beni culturali predispone tutti gli incartamenti e la progettazione;  il progetto viene approvato dalla Soprintendenza ai Beni Storici, artistici, paesaggistici e architettonici di Caserta; viene presentata la richiesta di contributo alla Cei; 2014 la Conferenza Episcopale Italiana decreta il finanziamento dell’intervento di restauro cofinanziato dalla Diocesi di Alife Caiazzo e dalla parrocchia; nel 2015 viene effettuata una gara per assegnazione dei lavori.

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