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La denuncia da San Gregorio: “Intervenite sulla pericolosità della Provinciale”

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Alvignano siepi cartelli
Verso Alvignano, dopo il ponte nuovo

Circola in queste ore la lettera di una residente di San Gregorio Matese, in cui si denuncia a gran voce lo stato di abbandono della Strada Provinciale che dal paese conduce a Miralago, trafficata regolarmente dagli abitanti del luogo, e in particolare nei fine settimana dai turisti che si recano in quota alla ricerca di refrigerio.
Siepi cresciute fino ad invadere le carreggiate minando la sicurezza degli automobilisti ma anche dei pedoni.
La lettera diventa denuncia non solo per questa fetta di territorio montano: basta infatti percorrere altre vie di collegamento sempre di competenza della Provincia, per incorrere nelle stesse difficoltà.
E mentre i sindaci hanno invitato i cittadini a ripulire i fossi e falciare le siepi a ridosso dei terreni di proprietà, lunghi tratti di strada rimangono trascurati e pericolosi.

La Lettera

[su_note note_color=”#f0f3e0″ radius=”2″]”Credo di parlare a nome di tutta la gente che è stanca di vedere la Provinciale che arriva fino al Lago Matese completamente abbandonata a se stessa. L’unica via d’accesso che porta al tanto decantato Matese è oggi solamente una strada impraticabile sia in auto che a piedi e con addirittura la segnaletica completamente ricoperta da vegetazione.
In qualità di cittadina di San Gregorio Matese non posso avere neppure il piacere di fare una passeggiata a piedi tanta e tale è la pericolosità della Provinciale per i motivi appena esplicati. E pensando a quanto questa strada sia fondamentale per l’intero Matese non posso non pensare a quanto sia vergognoso non solo per i miei concittadini ma per tutte le comunità matesine, soprattutto in questi mesi estivi che la rendono particolarmente affollata.
Spero che chi di dovere intervenga quanto prima per far fronte ad una situazione a dir poco indecorosa e che oltretutto che crea pericolo per chi la percorre.
Ne vale la reputazione di tutti se vogliamo parlare di “turismo” sul Matese, troppo spesso individuato come nostra grande ricchezza ma allo stesso modo abbandonato dalle Istituzioni, quelle che di conseguenza così facendo non tutelano neppure i cittadini del Matese”.[/su_note]

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