Home Chiesa e Diocesi Letino. Rivive di canti e preghiere la “chiesa dei pastori” alle Secine

Letino. Rivive di canti e preghiere la “chiesa dei pastori” alle Secine

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Ristrutturata dopo lunghi anni di decadimento grazie ai fondi Psr 2007-2014 erogato dalla Regione Campania

La Redazione | L’intero paese di Letino si è ritrovato alla Piana delle Secine per celebrare un luogo caro alla memoria, soprattutto degli anziani, quelli che nella piccola chiesa della Madonna dell’Arco ricorrevano da giovani durante le giornate di pascolo con le loro greggi.
Ieri mattina Mons. Valentino Di Cerbo, con il parroco don Domenico Iannotta, ha celebrato la messa per la prima volta dopo un restauro che ha permesso il recupero totale della struttura grazie ad un finanziamento di circa 30mila euro del Gal Alto Casertano tramite il Piano di Sviluppo Rurale Campania 2007-2014.  Non sono mancati all’appuntamento infatti i vertici dell’Ente altocasertano, il presidente Ercole De Cesare e il coordinatore Pietro Andrea Cappella, insieme ai collaboratori.

La storia di questo luogo affonda le radici in un lontano fatto di lavoro, di sacrifici, di amore per la montagna: fino a 100 anni fa la chiesa della Madonna dell’Arco era il luogo di preghiera per i pastori, letinesi e non solo, che con le loro greggi sostavano nella verde spianata ai piedi del paese arroccato più in alto. Con il tempo, il naturale degrado della struttura ne ha reso impraticabile e meno sicuro l’accesso lasciando che le pietre delle pareti fossero ugualmente ricovero e rifugio, non più per i pastori in cerca di frescura e di Dio, ma per le bestie.
La piccola chiesa perdeva il suo valore sacro, ma rimaneva riferimento sicuro.
La recente intesa tra il sindaco di Letino, Fausto Perrone, e il Gal ha permesso di accedere ai fondi regionali per lo sviluppo, la tutela e la riqualificazione del patrimonio rurale, così che una piccola perla del Matese ritorna ad essere un riferimento per la comunità di Letino.
Ma non solo, perchè a pochi metri dalla chiesetta sorge una casa dove un gruppo di sacerdoti e di missionari laici di Afragola riunisce occasionalmente ragazzi minorenni in difficoltà per momenti di spiritualità e di vacanza, e ieri alla notizia che la chiesa avrebbe riaperto non hanno voluto far mancare la loro presenza.
“Non sono però i luoghi a conferire un’anima alle nostre comunità, ma il contrario”, Mons. Valentino Di Cerbo ha sollecitato i numerosi fedeli ad essere partecipi, entusiasti, animatori, promotori di una spiritualità e di una vita di fede che parta dall’impegno personale, dalla condivisione, da un sentimento comune finalizzato al bene delle proprie comunità.
Il pensiero del Vescovo ben si associa ad un’altra riflessione e trova eco anche nell’azione di recupero di antichi edifici simbolo – come questa cappella – inscrivibile in un più ampio progetto di cura e attenzione per le comunità sociali, la loro antica anima e identità: sono poi i protagonisti dei luoghi, i loro abitanti a conferire valore aggiunto, vitalità ed espressione ai loro luoghi.
A breve, sullo stesso versante matesino, nella frazione di Vallelunga nel comune Gallo Matese, il Gal Alto Casertano inaugurerà un’altra cappella, anch’essa rientrata nel Piano di Sviluppo Rurale della nostra Regione.

gal alto casertano letino
Da sinistra Ercole De Cesare (presidente Gal), Fausto Perrone (sindaco Letino), Cristina Palumbo (Gal), Mons. Valentino Di Cerbo, Cinzia Brandi (Gal), Pietro Andrea Cappella (Coordinatore Gal)

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