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A Sessa Aurunca è tempo di Medimont Parks. Verso una nuova idea di parco regionale

L’idea è quella di far coincidere Comunità Montane ed Enti Parco in modo da creare un solo ente supportato solo tecnicamente dalla Regione Campania

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Video Fernando Occhibove

Di Annunziata Sansone
È stato il complesso rinascimentale di San Domenico ad accogliere la nuova sede del Parco di Roccamonfina-Foce del Garigliano, lo scorso 21 ottobre. Occasione ambita per presentare il progetto, denominato Medimont parks, finalizzato ad incoraggiare tutti i territori montani che si affacciano sul Mediterraneo nella costruzione di una rete ecologica.
parco regionale di roccamonfina-foce-del-gariglianoNumerose le partecipazioni al dibattito aperto in seno al convegno, in particolare l’on. Oliviero, presidente della Commissione Ambiente della Regione Campania, il quale ha dichiarato, in merito alla legge di accorpamento Parchi, che attraverso l’attività emendativa, prevista probabilmente per il 7 novembre, si prevede di arrivare ad una soluzione unitaria del problema. L’idea è quella di far coincidere Comunità Montane ed Enti Parco in modo da creare un solo ente.  La tutela e la valorizzazione dei Parchi, sostiene Oliviero, deve essere affidata ai Sindaci evitando così ingerenze da parte della Regione, la quale avrà il solo ruolo di supporto tecnico, nomina dei direttori Parchi oltreché conservazione e valorizzazione delle specie autoctone e del paesaggio.
Sono intervenuto favorevolmente su Medimont, anche il Presidente del Parco di Roccamonfina-Foce del Garigliano, Giovanni Corporente; il Presidente del Parco Regionale del Matese, Umberto De Nicola; e il Primo Cittadino di Sessa Aurunca, Silvio Sasso, il cui impegno – ha dichiarato – è quello di riqualificare notevolmente la storica e prestigiosa struttura di San Domenico. Intanto, precisa il Sindaco, oltre ad essere l’attuale sede del neo Parco,  che considera una importante risorsa di sviluppo per il futuro dei nostri ragazzi, la struttura sarà destinata anche al Liceo musicale.
L’obiettivo, sottolinea Sasso, è quello di utilizzare l’enorme disponibilità di spazi al suo interno accogliendo così  possibili ulteriori  approfondimenti culturali.

 

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