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Baia e Latina, la bellezza di una Madonna, messaggio di speranza per la comunità locale

La comunità di Baia e Latina ha sostenuto il restauro di una pregiata statua del sec XV, tra le opere più belle custodite sul territorio matesino. Forte il senso di partecipazione e l'amore per un bene simbolo della storia locale

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di Patrizia Merola

Martedì 3 gennaio è avvenuta nella chiesa di San Vito Martire in Baia e Latina la presentazione della statua restaurata della Madonna degli Angeli. Evento atteso da tutta la comunità di Baia, che da sempre custodisce e venera questa statua.
L’incontro è stato moderato dallo studioso di storia locale prof. Simeone Veccia, promotore della raccolta fondi per il restauro, che tra documenti antichi e racconti leggendari ha illustrato ai presenti la storia di questo antico manufatto.
Palese l’emozione del moderatore nel descrivere i propri sentimenti di fronte agli occhi della Vergine, uno sguardo misterioso, severo, che solo chi ha un profondo timore di Dio può avvertire. Ha ringraziato i benefattori di Baia che hanno contribuito a far sì che il restauro potesse compiersi.
Poi l’intervento del Vescovo Mons. Valentino Di Cerbo, che ha ricorda la prima volta che posò lo sguardo sulla statua e meravigliandosi che fosse posta in una posizione quasi defilata, ne aveva apprezzato il valore, celato tuttavia dalle condizioni precarie in cui riversava. “Amore a prima vista….”, lo ha definito il Vescovo, colpito dalla dolcezza e nello stesso tempo dalla maestà dei lineamenti della Vergine accogliendo poi con estremo piacere – durante la Visita Pastorale – la notizia che la comunità si stava impegnando per recuperare il pregevole manufatto.
Ha invitato i presenti a contemplare l’espressione calma, contemplativa, sorridente della Vergine come un incoraggiamento a superare i momenti difficili, come una luce che dal passato illumina il presente ed il futuro e dice che” qualunque cosa accada… io sono qui con voi”.
La relazione tecnica del restauro è affidata al parroco don Antonio Sasso, in assenza della restauratrice dott.ssa Michelina Acquaro, assente per influenza. La scultura, all’indagine preliminare di restauro, si presentava in un pessimo stato di conservazione. Estremamente rimaneggiata e alterata da uno spesso strato di gesso, che ne irrigidiva il modellato, e dall’arbitraria  ridipintura con colori sintetici, la statua si presentava snaturata e poco leggibile nei suoi valori originari. Dai saggi effettuati mediante l’ausilio del bisturi è emerso che al di sotto della spessa gessatura affioravano  ben  oltre  tre  strati di ridipinture, effettuate in diverse  epoche  e che occultavano la  cromia antica la quale è emersa in molte tracce  sulla preparazione originaria.
La statua poggia su una  base  non  originale  realizzata  nel secolo scorso a cui è da far risalire anche l’intervento. Un devastante ed antico attacco xilofago ha sgretolato tutta la fibra  xilica  con la perdita  di molti elementi, rendendone  estremamente precario lo stato di conservazione strutturale. E’ probabilmente da ascrivere a questa ragione la causa dei continui rimaneggiamenti. L’intervento di restauro, particolarmente complesso e laborioso, ha avuto inizio con la rimozione a secco dello spesso stato di gesso; a cui ha fatto seguito una laboriosa pulitura degli strati di ridipintura, l’utilizzo poi di apposite sostanze che possano conservare al meglio il legno, e la riproposizione dei colori oggi visibili in tutta la loro bellezza.
Al termine della presentazione ancora il ‘grazie’ di Veccia a tutti coloro che hanno sostenuto la realizzazione del restauro – i cui nomi sono stati affissi nelle bacheche delle chiese del paese – consentendo la rivalutazione e conservazione nel tempo di una tra le più antiche e belle opere di tutta la Diocesi di Alife-Caiazzo.

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