Home Chiesa e Diocesi Piedimonte Matese. Iniziati i festeggiamenti di San Marcellino

Piedimonte Matese. Iniziati i festeggiamenti di San Marcellino

Le festività patronali del capoluogo matesino hanno preso il via ieri sera con l’atteso rito della “discesa del busto”: la celebrazione della “Festa della Traslazione delle Reliquie” è stata presieduta da Mons. Alfonso Caso, Vicario di Alife-Caiazzo.

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Momenti di intensa devozione hanno accompagnato ieri sera, a Piedimonte Matese, il rito della discesa del busto-reliquiario di San Marcellino, Patrono della città, nella Festa della Traslazione delle Reliquie.

Il rito. Fin dall’apertura al culto della Basilica di Santa Maria Maggiore (seconda metà del XVIII sec.), il rito della discesa del busto di San Marcellino è una costante della tradizione religiosa piedimontese, che si ripete ininterrottamente ogni anno, la sera del 22 maggio: al termine della Messa vespertina, alcuni membri del Comitato festa procedono all’estrazione del busto del Patrono dalla nicchia dove viene conservato abitualmente; attraverso un congegno manuale, esso viene calato lentamente in mezzo ai fedeli, che ne baciano la reliquia prima che l’immagine stessa venga intronizzata nel tosello, appositamente preparato accanto all’altar maggiore. Usanza curiosa – rintracciabile in molte cerimonie simili, nel Mezzogiorno d’Italia – prevede che i fedeli osservino il viso del santo nel corso dell’uscita dalla nicchia, traendone auspici per l’anno a venire.

La celebrazione di quest’anno. La Festa della Traslazione delle Reliquie di quest’anno 2017 è stata presieduta dal Vicario generale di Alife-Caiazzo Mons. Alfonso Caso, già Parroco di Santa Maria Maggiore. In una Basilica dove era possibile riconoscere fedeli giunti da ogni quartiere della città, il Vicario ha espresso tutta la sua emozione per essere tornato nella Comunità che curò come Pastore meno di un decennio fa e riallacciandosi al rito della discesa che si sarebbe tenuto di lì a poco, ha affermato “La Fede per noi cristiani è l’incontro con Gesù Cristo ed ecco i Martiri, ecco i santi. I santi cosa hanno scoperto? Hanno scoperto che non erano loro a cercare di attirare Dio a sé, ma che era stato Dio a scendere, a venire ad incontrare, a buttarsi a capofitto nella storia dell’umanità”. Mons. Caso ha aggiunto “San Marcellino con San Pietro – ed oggi anche Santa Rita – sono una manifestazione di santità straordinaria: hanno scoperto che Dio è venuto perché è innamorato dell’uomo. Questa è la Fede! La Fede è apertura al mistero di Dio, la Fede è ricerca, talvolta sofferta, di Dio. La Fede è desiderio di incontrare Gesù Cristo”. Dopo la comunione generale, una rappresentante della Parrocchia ha offerto al Vicario una targa-ricordo, come espressione di gratitudine da parte di tutta la Comunità. Dopo di ciò, accompagnato dal suono delle campane e dagli applausi, il busto-reliquiario è stato offerto alla venerazione dei presenti.

La novena. Tra gli appuntamenti immediatamente prossimi, spicca il novenario in preparazione alla Festa patronale del 2 giugno, incentrato sul tema Dalla Selva Nera alla Selva Candida… da Emmaus a Gerusalemme: esso sarà animato dai Parroci e dalle Comunità dei principali paesi limitrofi e sobborghi piedimontesi, con la partecipazione di alcune tra le Associazioni religiose e laiche più importanti del territorio matesino. L’orario delle celebrazioni è fissato con il canto della Coroncina alle ore 19.00 e la Messa alle 19.30 (con la sola eccezione di venerdi 26 e lunedi 29 maggio quando, per agevolare la partecipazione alle sessioni sinodali, la Messa sarà anticipata alle ore 17.00, seguita dal canto della Coroncina).

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