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Valle Agricola. Lettera aperta: “Non vogliamo che la nostra scuola muoia”

Un decreto ministeriale taglia le classi e il numero di insegnanti. Nella lettera, l'appello al Governo affinché non pesi il valore di queste piccole comunità in base ai numeri, ma tenendo conto dei problemi e della localizzazione di piccoli centri come Valle Agricola

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visita pastorale valle agricola valentino di cerbo (8)
Gli alunni della Scuola primaria e dell’infanzia di Valle Agricola in occasione della Visita Pastorale del vescovo Valentino. Con loro, le insegnanti, il Dirigente dell’Istituto Comprensivo Mario Grillo e il parroco don Salvatore Di Chello

“La scuola è la prima istituzione, è il contesto più adatto ad affrontare il tema della sensibilizzazione alla legalità e al senso civile ed etico. Educare alla legalità vuol dire formare cittadini capaci di distinguere i diritti e i doveri umani. Significa formare persone autonome, responsabili, libere da pregiudizi, capaci di difendere i propri e gli altrui diritti, rispettando la propria vita e quella degli altri.

I nostri figli sono il futuro, ma se noi non garantiamo loro il diritto “fondamentale” allo studio, alla cultura, che cittadini potremmo formare? La cultura deve essere garantita a tutti in eguale misura. Perché devono esserci cittadini di serie A e cittadini di serie B? Questa è la legalità.

Oggi più che mai stiamo ricordando l’importanza di questo valore. Perciò noi genitori di Valle Agricola vogliamo far sentire la nostra voce, affinché la nostra scuola non venga “sminuita”.
Con un decreto ministeriale ci sono state tagliate le classi e quindi gli insegnanti.

Questo perché? I nostri ministri ci giudicano solo come numeri non come cittadini che hanno varie problematiche. Non si può fare una classe con 14 alunni della primaria (comprendente 5 classi) e 16 alunni della secondaria (comprendente tutte e tre le classi).

Come si può insegnare loro adeguatamente, con tutto il rispetto per l’enorme lavoro delle insegnanti? Tagliare sulla scuola e non tener conto dei problemi specifici che hanno le nostre terre, è l’errore più grande e soprattutto un’offesa nei confronti di noi cittadini. Il risparmio va fatto sugli sperperi e privilegi dei politici, non sui diritti dei cittadini. Noi di Valle Agricola ci battiamo per difendere questo diritto e vorremmo che il nostro paese non muoia;  vogliamo quindi tenere la testa alta per sentirci sempre al pari di qualunque altro cittadino cosi detto “più fortunato”.

Vogliamo che la nostra scuola ci rappresenti sempre nel modo migliore. Per questo oggi vorremo rivolgere l’attenzione a tutti voi presenti.

Aiutateci a far sentire le nostre voci a chi di dovere; non vogliamo assolutamente che la nostra scuola muoia perché in questo modo morirebbe anche il nostro paese, le nostre radici e il nostro futuro. Con la strada così pericolosa che abbiamo, dove porteremo i nostri figli a scuola, e quali rischi dovremmo affrontare soprattutto d’inverno? È nostra intenzione portare avanti questa rivendicazione di civiltà in tutte le sedi insieme agli altri comuni dell’Alto Matese, perché la montagna deve vivere di questi valori”.

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