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Corpus Domini diocesano ad Alvignano, “Eucarestia, molto più di un fast food”, il Vescovo Di Cerbo ai fedeli

L'eucarestia rappresenta davvero la strada della felicità? Che "uso" ne stiamo facendo? provocazioni forti quelle del Pastore ai sacerdoti e ai fedeli presenti nella chiesa di San Sebastiano per la messa, prima della processione lungo il Corso

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Gran colpo d’occhio la solenne processione eucaristica che ha attraversato il paese giovedì.
Alvignano quest’anno è stato il paese scelto dal vescovo Mons. Di Cerbo per celebrare a livello diocesano la festa del Corpus Domini.
Il corso che taglia il centro cittadino in tutta la sua lunghezza ha accolto la processione di sacerdoti, bambini, fedeli partiti dalla chiesa di San Sebastiano al termine della messa – animata dal coro diocesano – e giunta a quella dei SS. Pietro e Paolo dove il Vescovo ha dato la benedizione eucaristica. Ad onorare il momento celebrativo il neo eletto sindaco Angelo Marcucci e i membri della sua compagine politica.

Omelia, quella del vescovo Valentino, incentrata sul valore dell’eucarestia, secondo il Vangelo e secondo gli uomini, secondo la prassi che spesso la trasforma in manna, in cibo che risolve solo momentaneamente la fame, ma non appaga la vera fame di Dio, il bisogno di felicità insito nell’uomo.

“La proposta del Vangelo, ha sottolineato il Vescovo, ci pone di fronte a concetti che un po’ ci sconvolgono e ci disorientano. L’apostolo Paolo, nella lettera ai Corinzi mette la parola ‘eucarestia’ in riferimento alla parola ‘comunione’ per spiegare il valore intrinseco di quel calice e di quel pane che riceviamo: esperienza di una tavola imbandita ove ci sediamo non come estranei al fast food, ma come uomini e donne che hanno qualcosa da condividere perché l’eucarestia è fraternità, è comunione, è stare insieme…”

Eucarestia: pane e carne da mangiare, un corpo dato per la vita del mondo, un corpo che si è sacrificato per gli altri. “Il Vangelo – ha proseguito Mons. Di Cerbo – ci invita a mangiare questo pane per avere in noi la vita eterna, perchè ne assimiliano la vera sostanza e ne siamo trasformati…”.

Assimilare Gesù per essere come lui, per essere “Gesù stesso che passa per le strade del mondo, tra gli uomini”. Parole, quelle del Vescovo che arricchiscono la vita spirituale di ciascuno anche di una missione, essere cioè esperienza visibile di Vangelo che contraddistingue coloro che nutrendosi dell’eucarestia riconoscono in essa la porta e la strada per la felicità, e di questo “sostegno” ne fanno dono all’umanità.

Una dimensione ancora più alta si apre per chi sceglie l’eucarestia: la condivisione trinitaria, per coloro che nutriti di Cristo, giungono al Padre e vivono la pienezza dello Spirito Santo. Citando l’esperienza visibile sulla famosa icona del monaco russo Rublëv, Mons. Di Cerbo ha invitato i fedeli a vivere, come in quella suggestiva immagine della Trinità, la tenerezza, gli affetti, i segni di pace e afflato che le tre figure vivono ed invitano ad assimilare a partire dai segni eucaristici posti al centro della mensa cui siedono intorno.

“L’eucarestia ti apre la porta della felicità per confermarti che la tua vita vale, che la tua vita entra in Dio, e ha il valore di Dio perché risponde ai suoi sogni”: parole che pesano di amore e bellezza sulle fragilità e sui peccati, sui limiti di ciascuno, quei difetti che troppo spesso trasformano l’eucarestia in pane ad uso e consumo della gente.
Mons. Di Cerbo ha aperto ad un esame di coscienza: “per quanti di noi, l’eucarestia è davvero la via della felicità?”.

Passando in rassegna pratiche fin troppo diffuse nelle chiese della Diocesi, il Vescovo ha richiamato l’attenzione sul “consumo” di eucarestia subordinato al capriccio – talvolta di sacerdoti e fedeli – di celebrazioni ad uso personalistico che di fatto umiliano Gesù Cristo, e sono il modo superficiale e consumistico di intendere il sacramento del matrimonio e celebrarlo – anche in chiesa – tra fasti pagani, la richiesta pressante di messe per i defunti, processioni pretese affinché Gesù Eucarestia o il Santo di turno tocchi più da vicino una strada piuttosto che un’altra.

“L’eucarestia va presentata e celebrata per quella che è, cioè la grande occasione per entrare nella logica di Dio per fermentare di bene il mondo. Chi trasforma l’eucarestia in manna” in cibo d’occasione “tradisce la gente”.

Uno sguardo poi alla comunità di Alvignano, storicamente divisa in tre parrocchie: “quest’anno – ha spiegato il Pastore – ho voluto fare la processione del Corpus Domini ad Alvignano per indicare un percorso che deve essere sempre, perché questa processione non divide un paese ma lo unisce. Se la nostra logica è quella di pretendere che Gesù passi sotto le nostre case, e poi non avviene, allora non fa nulla: ci saremo solo persi una pagnottella di pane perché questo stile, in realtà, frantuma l’eucarestia e ci allontana dalla via della felicità”.
Parole per indicare un nuovo stile da assimilare, maturare, ma soprattutto condividere per essere “uomini e donne  che vivono una vita grande e una vita bella, una vita che come quella di Dio, non finirà più!”.

Dopo la benedizione eucaristica i sacerdoti di Alvignano, Don Pasquale Rubino e don Stefano Pastore hanno informato la comunità che domenica – giorno solitamente preposto alla festa del Corpus Domini – non ci saranno processioni in paese, ma la messa (ore 18.30) e un’adorazione eucaristica, presso la chiesa dei SS. Pietro e Paolo.

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